Due studi clinici falliti, due farmaci di punta che perdono terreno contro i generici, e un assegno che può arrivare a 7,8 miliardi di dollari per una terapia ancora alle prime fasi di sperimentazione. Messa così, la stagione di Novartis |
Venerdì 2 Ottobre il gruppo di Basilea ha firmato con la cinese Abogen Biosciences una licenza per ABO2203, un T-cell engager (cioè una molecola che aggancia i linfociti T del sistema immunitario alle cellule da eliminare) che il corpo del paziente produce da sé, grazie all’mRNA. L’obiettivo è “resettare” il sistema immunitario nelle malattie autoimmuni, eliminando i linfociti B che le alimentano. Novartis paga subito $575 milioni, meno del 5% del free cash flow di un anno. Il resto, fino a $7,2 miliardi, arriverà solo se le opzioni verranno esercitate e se i traguardi clinici, regolatori e commerciali saranno raggiunti. Detta in altre parole: è una scommessa a rate, e quasi tutte le rate sono condizionate al successo.
Nella stessa settimana, del resto, Novo Nordisk |

È proprio la necessità di rinnovare il portafoglio a spiegare perché il gruppo stia puntando su nuove tecnologie. Entresto, il farmaco cardiovascolare che per anni ha trainato il gruppo, e l’oncologico Promacta perdono quote contro i generici. I marchi in crescita, Kisqali, Kesimpta, Scemblix, Pluvicto e Leqvio, compensano in parte, ma la pipeline doveva fare il resto e nelle ultime settimane ha deluso due volte. Pelacarsen, sviluppato con Ionis Pharmaceuticals |
Guardiamo i conti, che fotografano bene questa fase. Negli ultimi dodici mesi i ricavi sono fermi intorno a $56,7 miliardi, l’utile per azione è sceso da $7,30 a $6,61 rispetto a fine 2025 e il free cash flow da $16 a $11,9 miliardi, il 26% in meno. Eppure gli utili attesi per i prossimi dodici mesi sono saliti da $8,60 a $9,43. Il passato peggiora, il futuro migliora: gli analisti scommettono che i nuovi marchi superino presto il calo di quelli vecchi.
La domanda, a questo punto, è quanto costi questa aspettativa. Il titolo ha chiuso a 119,96 franchi svizzeri, il 9,5% sopra il livello di fine 2025 ma il 5% sotto quello di fine Giugno. Il forward P/E, cioè il rapporto tra prezzo e utili attesi, è salito a 15,81×, dalle 14,56 di un anno prima. Rispetto al settore, Novartis tratta con un premio di circa il 16%, a fronte di una mediana dei peers di 13,63×. Il confronto con i singoli concorrenti restituisce però un quadro meno uniforme: il titolo è più caro di AstraZeneca, a 14,69×, e di Novo Nordisk, a 11,95×, ma resta meno costoso di Roche |

La Street, per il momento, è tiepida. Dei ventidue analisti che seguono il titolo, tredici sono neutral, otto positivi e due negativi, e il target medio, 124,75 franchi, sta appena il 4% sopra il prezzo.
È qui che entra in gioco il Fundamental Analysis Engine. Il motore LEADING, che stima il valore a partire dai fondamentali, arriva a 103,34 franchi; il CASCADE, che parte dalla quotazione e ricostruisce le ipotesi implicite del mercato, si ferma invece a 119,14, circa il 15% più in alto. La divergenza riflette due letture differenti: da un lato, il valore giustificato dai risultati di bilancio; dall’altro, quello che il mercato è disposto a riconoscere sulla base delle prospettive future. La crescita dei ricavi realizzata è appena dello 0,8% e il margine operativo si attesta al 34,6%. Eppure, ai prezzi attuali, il mercato incorpora un costo del capitale del 7,1% e una crescita di lungo periodo dello 0,5%. Quest’ultima è modesta, ma il costo del capitale relativamente contenuto segnala che gli investitori continuano ad attribuire a Novartis un profilo di rischio favorevole. In altre parole, il titolo viene premiato soprattutto per la solidità del gruppo, più che per una crescita già evidente nei risultati.
La solidità finanziaria, non è il punto debole. Il debito netto equivale a circa un anno di Ebitda, l’utile operativo copre gli interessi quindici volte e il Piotroski, l’indicatore che misura la salute dei conti su una scala da zero a nove, assegna al gruppo un punteggio di otto. Anche la volatilità storica offre elementi di rassicurazione, pur senza rendere il titolo immune dalle oscillazioni. Il beta di 1,01 indica movimenti sostanzialmente in linea con il suo benchmark, un comportamento meno difensivo di quanto la reputazione di Novartis potrebbe suggerire. Nelle principali fasi di crisi, infatti, il gruppo ha contenuto le perdite meglio dell’indice SMI: nel 2008 ha ceduto il 34% contro il 53% del mercato, nel 2020 il 24% contro il 28% e nel 2022 il 16% contro il 22%.
Il rischio più significativo si concentra dunque nella sensibilità della valutazione alle ipotesi sul futuro. Un aumento di un punto percentuale del costo del capitale ridurrebbe il valore stimato del 17,6%, mentre una diminuzione di due punti della crescita attesa lo abbasserebbe del 6,6%. Per chi acquista il titolo, la questione non riguarda soltanto la capacità dei nuovi farmaci di superare le sperimentazioni e arrivare sul mercato, ma anche la disponibilità degli investitori a continuare a riconoscere a Novartis un costo del capitale relativamente basso. A questa incertezza si aggiunge il rischio geopolitico. A Washington, una proposta bipartisan potrebbe limitare proprio le licenze di farmaci cinesi come quella siglata con Abogen, anche se il Tesoro starebbe valutando regole per preservare accordi di questo tipo. Un irrigidimento normativo finirebbe per incidere su una delle strade attraverso cui le grandi aziende farmaceutiche cercano di accelerare il rinnovamento della propria pipeline.
Quadro Valutativo Novartis AG (NOVN) – 12/10/2026
Valutazioni di Mercato
| Indicatore | Valore Attuale | Trend vs Q4 2025 | Note |
|---|---|---|---|
| Prezzo Corrente | CHF 119,96 | +9,5% | Da CHF 109,60 Q4 2025 |
| Market Cap | CHF 226,38B | +7,6% | Da CHF 210,30B Q4 2025 |
| Enterprise Value | CHF 260,15B | +13,9% | EV/MCap 1,15x – debito netto impl. CHF 33,77B |
Multipli Forward (NTM) – Pharmaceuticals & Healthcare
| Indicatore | Valore | Mediana Settore | Posizionamento |
|---|---|---|---|
| P/E Forward | 15,81x | 13,63x | Premium +16,0% vs mediana |
| EV/EBITDA | 13,05x | 10,02x | Premium +30,2% vs mediana |
| EV/Sales | 5,27x | 3,14x | Premium +67,8% vs mediana |
| MC/FCF | 16,23x | 17,07x | Sconto −4,9% vs mediana |
Rendimento e Cash Flow
| Indicatore | Valore | Trend vs Q4 2025 | Note |
|---|---|---|---|
| Dividend Yield NTM | 3,4% | Stabile | Da 3,4% Q4 2025 |
| Dividend Yield LTM | 3,3% | +0,5pp | Da 2,8% Q4 2025 |
| DPS NTM | CHF 4,42 | −9,1% | Da CHF 4,86 Q4 2025 |
| FCF Yield NTM | 6,2% | +0,5pp | Da 5,7% Q4 2025 |
| NTM Levered FCF | CHF 16,81B | +10,3% | Da CHF 15,24B Q4 2025 |
Target Price Analisti
| Indicatore | Valore | Coverage | Note |
|---|---|---|---|
| Target Medio | CHF 124,75 | 22 analisti | +4,0% vs prezzo corrente |
| Target Mediano | CHF 126,77 | — | +5,7% |
| Target Massimo | CHF 149,76 | — | +24,8% |
| Target Minimo | CHF 100,46 | — | −16,3% |
Raccomandazioni Analisti – Prevalenza Hold
| Rating | Numero | % sul Totale | Trend vs Q4 2025 |
|---|---|---|---|
| Buy | 4 | 17,4% | Stabile |
| Outperform | 4 | 17,4% | Stabile |
| Hold | 13 | 56,5% | +5 vs Q4 |
| Underperform | 1 | 4,3% | Stabile |
| Sell | 2 | 8,7% | −1 vs Q4 |
Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel
| Framework | Rating | Target Price | Insight |
|---|---|---|---|
| ACCUMULATE | CHF 126,56 | ER +6,3% | DQS 0,83 (High) |
Metriche Operative Forward (NTM)
| Indicatore | Valore | Trend vs Q4 2025 | Note |
|---|---|---|---|
| NTM Revenues | CHF 59,65B | +3,6% | Da CHF 57,57B Q4 2025 |
| NTM EBITDA | CHF 24,28B | +2,4% | Margin 40,7% |
| NTM EBIT | CHF 22,89B | +6,7% | Margin 38,4% |
| NTM Dividend/Share | CHF 4,42 | −9,1% | Da CHF 4,86 Q4 2025 |
| NTM Levered FCF | CHF 16,81B | +10,3% | Da CHF 15,24B Q4 2025 |
Confronto con Principali Competitor Pharmaceuticals & Healthcare
| Azienda | P/E Forward | Market Cap | EV/Sales Forward |
|---|---|---|---|
| Novartis AG (NOVN) | 15,23x | CHF 226,38B | 5,26x |
| Eli Lilly (LLY) | 29,51x | $1.051,15B | 11,65x |
| Johnson & Johnson (JNJ) | 24,23x | $630,04B | 6,33x |
| Merck & Co. (MRK) | 17,38x | $359,22B | 5,99x |
| Roche Holding (ROP) | 16,93x | CHF 286,02B | 4,92x |
| AstraZeneca (AZN) | 14,69x | £186,09B | 4,21x |
| Novo Nordisk (NOVO B) | 11,95x | DKK 1.128,93B | 4,03x |
| Pfizer (PFE) | 10,20x | $161,19B | 3,49x |
| Bristol-Myers Squibb (BMY) | 9,44x | $120,77B | 3,15x |
| GSK (GSK) | 9,48x | £70,12B | 2,44x |
Fonte: moneyfeel research | Data: 12/10/2026
Il Fundamental Analysis Engine ha portato il giudizio ad “Accumulate” il 24 Settembre, sostituendo il precedente Hold, e indica un target price a dodici mesi di 126,56 franchi. Rispetto alla chiusura di 119,96 franchi, l’obiettivo implica un rendimento potenziale del 5,5%, a cui si aggiunge il dividendo. La valutazione resta quindi misurata: Novartis conserva fondamentali solidi, una remunerazione interessante per gli azionisti e la possibilità di rilanciare la crescita attraverso i nuovi prodotti, ma la quotazione offre un margine di sicurezza limitato e la pipeline deve ancora dimostrare di poter compensare le difficoltà dei farmaci maturi. La prossima verifica sono i conti del terzo trimestre, a fine Ottobre: diranno se i nuovi marchi corrono abbastanza da non dover comprare il futuro a rate.


