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Novartis paga oggi per la crescita di domani

13 Ottobre 2026
6′ di lettura
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Due studi clinici falliti, due farmaci di punta che perdono terreno contro i generici, e un assegno che può arrivare a 7,8 miliardi di dollari per una terapia ancora alle prime fasi di sperimentazione. Messa così, la stagione di Novartis || | Quant ↗| sembra quella di un gruppo che compra il futuro perché il presente non basta più. È una lettura in parte giusta. Ma la situazione è meno drammatica di quanto sembri. E soprattutto, una parte di queste difficoltà è già incorporata nel prezzo del titolo.

Grafico Novartis

Venerdì 2 Ottobre il gruppo di Basilea ha firmato con la cinese Abogen Biosciences una licenza per ABO2203, un T-cell engager (cioè una molecola che aggancia i linfociti T del sistema immunitario alle cellule da eliminare) che il corpo del paziente produce da sé, grazie all’mRNA. L’obiettivo è “resettare” il sistema immunitario nelle malattie autoimmuni, eliminando i linfociti B che le alimentano. Novartis paga subito $575 milioni, meno del 5% del free cash flow di un anno. Il resto, fino a $7,2 miliardi, arriverà solo se le opzioni verranno esercitate e se i traguardi clinici, regolatori e commerciali saranno raggiunti. Detta in altre parole: è una scommessa a rate, e quasi tutte le rate sono condizionate al successo.

Nella stessa settimana, del resto, Novo Nordisk || ha pagato $300 milioni anticipati per una pillola contro l’obesità che non ha ancora dati sull’uomo, AstraZeneca || ha investito $2 miliardi in un farmaco oncologico nato in Cina, e il valore delle licenze cinesi cedute all’estero è cresciuto di oltre dieci volte in cinque anni, al record di $134 miliardi; la scelta di Novartis, insomma, non è isolata.

È proprio la necessità di rinnovare il portafoglio a spiegare perché il gruppo stia puntando su nuove tecnologie. Entresto, il farmaco cardiovascolare che per anni ha trainato il gruppo, e l’oncologico Promacta perdono quote contro i generici. I marchi in crescita, Kisqali, Kesimpta, Scemblix, Pluvicto e Leqvio, compensano in parte, ma la pipeline doveva fare il resto e nelle ultime settimane ha deluso due volte. Pelacarsen, sviluppato con Ionis Pharmaceuticals || per ridurre gli eventi cardiovascolari, ha mancato l’obiettivo principale dello studio di fase avanzata, e lo stesso è successo a del-desiran nella distrofia miotonica.

Guardiamo i conti, che fotografano bene questa fase. Negli ultimi dodici mesi i ricavi sono fermi intorno a $56,7 miliardi, l’utile per azione è sceso da $7,30 a $6,61 rispetto a fine 2025 e il free cash flow da $16 a $11,9 miliardi, il 26% in meno. Eppure gli utili attesi per i prossimi dodici mesi sono saliti da $8,60 a $9,43. Il passato peggiora, il futuro migliora: gli analisti scommettono che i nuovi marchi superino presto il calo di quelli vecchi.

La domanda, a questo punto, è quanto costi questa aspettativa. Il titolo ha chiuso a 119,96 franchi svizzeri, il 9,5% sopra il livello di fine 2025 ma il 5% sotto quello di fine Giugno. Il forward P/E, cioè il rapporto tra prezzo e utili attesi, è salito a 15,81×, dalle 14,56 di un anno prima. Rispetto al settore, Novartis tratta con un premio di circa il 16%, a fronte di una mediana dei peers di 13,63×. Il confronto con i singoli concorrenti restituisce però un quadro meno uniforme: il titolo è più caro di AstraZeneca, a 14,69×, e di Novo Nordisk, a 11,95×, ma resta meno costoso di Roche ||, a 16,93×, e Merck ||, a 17,38×. A sostenere la valutazione contribuiscono anche un rendimento da dividendo del 3,4% e un free cash flow atteso pari al 6,2% della capitalizzazione. Novartis non appare quindi valutata a livelli estremi rispetto ai concorrenti, ma il premio riconosciuto dal mercato presuppone che la solidità del gruppo si traduca in una crescita degli utili più convincente.

La Street, per il momento, è tiepida. Dei ventidue analisti che seguono il titolo, tredici sono neutral, otto positivi e due negativi, e il target medio, 124,75 franchi, sta appena il 4% sopra il prezzo.

È qui che entra in gioco il Fundamental Analysis Engine. Il motore LEADING, che stima il valore a partire dai fondamentali, arriva a 103,34 franchi; il CASCADE, che parte dalla quotazione e ricostruisce le ipotesi implicite del mercato, si ferma invece a 119,14, circa il 15% più in alto. La divergenza riflette due letture differenti: da un lato, il valore giustificato dai risultati di bilancio; dall’altro, quello che il mercato è disposto a riconoscere sulla base delle prospettive future. La crescita dei ricavi realizzata è appena dello 0,8% e il margine operativo si attesta al 34,6%. Eppure, ai prezzi attuali, il mercato incorpora un costo del capitale del 7,1% e una crescita di lungo periodo dello 0,5%. Quest’ultima è modesta, ma il costo del capitale relativamente contenuto segnala che gli investitori continuano ad attribuire a Novartis un profilo di rischio favorevole. In altre parole, il titolo viene premiato soprattutto per la solidità del gruppo, più che per una crescita già evidente nei risultati.

La solidità finanziaria, non è il punto debole. Il debito netto equivale a circa un anno di Ebitda, l’utile operativo copre gli interessi quindici volte e il Piotroski, l’indicatore che misura la salute dei conti su una scala da zero a nove, assegna al gruppo un punteggio di otto. Anche la volatilità storica offre elementi di rassicurazione, pur senza rendere il titolo immune dalle oscillazioni. Il beta di 1,01 indica movimenti sostanzialmente in linea con il suo benchmark, un comportamento meno difensivo di quanto la reputazione di Novartis potrebbe suggerire. Nelle principali fasi di crisi, infatti, il gruppo ha contenuto le perdite meglio dell’indice SMI: nel 2008 ha ceduto il 34% contro il 53% del mercato, nel 2020 il 24% contro il 28% e nel 2022 il 16% contro il 22%.

Il rischio più significativo si concentra dunque nella sensibilità della valutazione alle ipotesi sul futuro. Un aumento di un punto percentuale del costo del capitale ridurrebbe il valore stimato del 17,6%, mentre una diminuzione di due punti della crescita attesa lo abbasserebbe del 6,6%. Per chi acquista il titolo, la questione non riguarda soltanto la capacità dei nuovi farmaci di superare le sperimentazioni e arrivare sul mercato, ma anche la disponibilità degli investitori a continuare a riconoscere a Novartis un costo del capitale relativamente basso. A questa incertezza si aggiunge il rischio geopolitico. A Washington, una proposta bipartisan potrebbe limitare proprio le licenze di farmaci cinesi come quella siglata con Abogen, anche se il Tesoro starebbe valutando regole per preservare accordi di questo tipo. Un irrigidimento normativo finirebbe per incidere su una delle strade attraverso cui le grandi aziende farmaceutiche cercano di accelerare il rinnovamento della propria pipeline.

Quadro Valutativo Novartis AG (NOVN) – 12/10/2026

Valutazioni di Mercato

IndicatoreValore AttualeTrend vs Q4 2025Note
Prezzo CorrenteCHF 119,96 +9,5%Da CHF 109,60 Q4 2025
Market CapCHF 226,38B +7,6%Da CHF 210,30B Q4 2025
Enterprise ValueCHF 260,15B +13,9%EV/MCap 1,15x – debito netto impl. CHF 33,77B

Multipli Forward (NTM) – Pharmaceuticals & Healthcare

IndicatoreValoreMediana SettorePosizionamento
P/E Forward15,81x13,63x Premium +16,0% vs mediana
EV/EBITDA13,05x10,02x Premium +30,2% vs mediana
EV/Sales5,27x3,14x Premium +67,8% vs mediana
MC/FCF16,23x17,07x Sconto −4,9% vs mediana

Rendimento e Cash Flow

IndicatoreValoreTrend vs Q4 2025Note
Dividend Yield NTM3,4% StabileDa 3,4% Q4 2025
Dividend Yield LTM3,3% +0,5ppDa 2,8% Q4 2025
DPS NTMCHF 4,42 −9,1%Da CHF 4,86 Q4 2025
FCF Yield NTM6,2% +0,5ppDa 5,7% Q4 2025
NTM Levered FCFCHF 16,81B +10,3%Da CHF 15,24B Q4 2025

Target Price Analisti

IndicatoreValoreCoverageNote
Target MedioCHF 124,7522 analisti +4,0% vs prezzo corrente
Target MedianoCHF 126,77— +5,7%
Target MassimoCHF 149,76— +24,8%
Target MinimoCHF 100,46— −16,3%

Raccomandazioni Analisti – Prevalenza Hold

RatingNumero% sul TotaleTrend vs Q4 2025
Buy417,4% Stabile
Outperform417,4% Stabile
Hold1356,5% +5 vs Q4
Underperform14,3% Stabile
Sell28,7% −1 vs Q4

Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel

FrameworkRatingTarget PriceInsight
FA EngineACCUMULATECHF 126,56 ER +6,3% | DQS 0,83 (High)

Metriche Operative Forward (NTM)

IndicatoreValoreTrend vs Q4 2025Note
NTM RevenuesCHF 59,65B +3,6%Da CHF 57,57B Q4 2025
NTM EBITDACHF 24,28B +2,4%Margin 40,7%
NTM EBITCHF 22,89B +6,7%Margin 38,4%
NTM Dividend/ShareCHF 4,42 −9,1%Da CHF 4,86 Q4 2025
NTM Levered FCFCHF 16,81B +10,3%Da CHF 15,24B Q4 2025

Confronto con Principali Competitor Pharmaceuticals & Healthcare

AziendaP/E ForwardMarket CapEV/Sales Forward
Novartis AG (NOVN)15,23xCHF 226,38B5,26x
Eli Lilly (LLY)29,51x$1.051,15B11,65x
Johnson & Johnson (JNJ)24,23x$630,04B6,33x
Merck & Co. (MRK)17,38x$359,22B5,99x
Roche Holding (ROP)16,93xCHF 286,02B4,92x
AstraZeneca (AZN)14,69x£186,09B4,21x
Novo Nordisk (NOVO B)11,95xDKK 1.128,93B4,03x
Pfizer (PFE)10,20x$161,19B3,49x
Bristol-Myers Squibb (BMY)9,44x$120,77B3,15x
GSK (GSK)9,48x£70,12B2,44x

Fonte: moneyfeel research | Data: 12/10/2026

Il Fundamental Analysis Engine ha portato il giudizio ad “Accumulate” il 24 Settembre, sostituendo il precedente Hold, e indica un target price a dodici mesi di 126,56 franchi. Rispetto alla chiusura di 119,96 franchi, l’obiettivo implica un rendimento potenziale del 5,5%, a cui si aggiunge il dividendo. La valutazione resta quindi misurata: Novartis conserva fondamentali solidi, una remunerazione interessante per gli azionisti e la possibilità di rilanciare la crescita attraverso i nuovi prodotti, ma la quotazione offre un margine di sicurezza limitato e la pipeline deve ancora dimostrare di poter compensare le difficoltà dei farmaci maturi. La prossima verifica sono i conti del terzo trimestre, a fine Ottobre: diranno se i nuovi marchi corrono abbastanza da non dover comprare il futuro a rate.

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