Directa SIM |
Il punto di partenza è il dividendo. Per l’esercizio 2025 Directa ha distribuito 60 centesimi per azione, il doppio dei 30 centesimi dell’anno precedente e, al prezzo di ieri di €7,88, la cedola rende circa il 7,6%. Andrea Busi, l’amministratore delegato, ha spiegato Lunedì a Teleborsa che si è trattato di un’eccezione: la regola della casa è distribuire metà dell’utile e trattenere l’altra metà per rafforzare il patrimonio, e quest’anno si è voluto ringraziare gli azionisti dopo un 2025 segnato da “diverse difficoltà“. Se il payout tornasse al 50% degli utili attesi per i prossimi dodici mesi, €0,77 per azione, la cedola scenderebbe intorno a 38-39 centesimi e il rendimento sotto il 5%. Sarebbe ancora un buon rendimento, ma non quello che oggi si legge sugli schermi.
Che la società possa permettersi di essere generosa, del resto, non è in discussione. Dopo oltre €11 milioni distribuiti, il patrimonio netto è di €48,5 milioni, e il CET1, cioè il capitale di qualità più alta, vale più di sette volte il minimo richiesto. Nessuno, però, ha promesso che tanta generosità possa diventare regola.
La seconda domanda è che cosa si paghi, dietro quel dividendo. Qui la risposta è migliore di quanto la cedola stessa lasci intuire. Nel primo semestre i clienti hanno raggiunto 166.261, il 20,9% in più di Dicembre, con quasi 29.000 conti nuovi in sei mesi contro i 33.000 di tutto il 2025. Il patrimonio affidato a Directa ha toccato €11,5 miliardi, da €1,6 miliardi di inizio 2020. Il brokerage margin, cioè quello che la società trattiene fra commissioni e interessi, è cresciuto del 15% a €22,4 milioni, con le commissioni nette in salita del 29% e il margine da interessi fermo a €9,7 milioni. Il 43% del margine viene quindi ancora dalla liquidità dei clienti, circa €700 milioni, e dipende dal livello dei tassi più che dall’operatività.
L’utile netto è rimasto invece stabile a €7,3 milioni, con un ROE del 25%. La spiegazione di Busi sta nei circa €3 milioni di spese aggiuntive: €1,7 milioni per il ridisegno dell’infrastruttura informatica e poco più di un milione per il marketing, che la società considera investimenti e non costi correnti. La crescita, intanto, mostra una qualità diversa rispetto al passato: i nuovi clienti comprano ETF, il cui controvalore è salito del 76,6%, e piani di accumulo, ormai oltre 36.000, mentre gli eseguiti sui future sono rimasti fermi. Il punto, adesso, è capire se queste spese siano davvero transitorie: il primo bilancio completo dopo il ridisegno dell’infrastruttura darà la risposta.
La terza domanda, quanto si paghi tutto questo, è quella in cui la storia si complica. Da fine Dicembre il titolo è salito del 51,5%, da €5,20 a €7,88, mentre gli utili attesi per i prossimi dodici mesi sono passati da €0,71 a €0,77, appena l’8,5% in più. Quasi tutto il rialzo, quindi, è arrivato dal multiplo: il rapporto fra prezzo e utili attesi è salito da 7,38× a 10,39×, quello fra prezzo e patrimonio da 2,06× a 2,85×. Il mercato non ha comprato una crescita degli utili altrettanto forte: ha semplicemente ridotto lo sconto che applicava al titolo. Il confronto con i peers va però letto con cautela. La mediana di 13,61× comprende Banca Generali |


Che cosa ne pensa il modello? Le due letture convergono: il LEADING, che costruisce il valore a partire dai fondamentali, si ferma a €9,82; il CASCADE, che parte dal prezzo per ricavare le condizioni implicite, arriva a €9,58. La distanza è di appena due punti e mezzo, con il titolo che quota sotto entrambe le stime e un momentum ancora favorevole.
Resta però una riserva, che il modello riflette in una validazione di 55 su 100, e riguarda proprio il dividendo da cui siamo partiti. Nel CASCADE, la componente basata sui dividendi pesa per circa sei decimi e assume una crescita della cedola del 17,1%, quella implicita nell’obiettivo di EnVent, contro il 14,8% effettivamente realizzato, attualizzata a un costo del capitale proprio convenzionale del 10%. Una parte rilevante della valutazione dipende quindi da una crescita della cedola che l’amministratore delegato ha definito un’eccezione. Se il payout tornasse alla regola della metà, sarebbe proprio la componente più pesante della valutazione a perdere valore.
L’ultimo rischio è quello che chi frequenta le grandi società tende a sottovalutare. Gli insider controllano l’85,2% del capitale, gli investitori istituzionali meno dell’1%, e nelle ultime ventuno sedute sono passati di mano in media titoli per circa €75.000 al giorno, su una capitalizzazione di circa €148 milioni. È anche la ragione per cui Directa si muove quasi per conto suo, con un beta di 0,24, cioè un quarto della sensibilità media ai movimenti del listino. Entrare è facile; uscire in fretta, molto meno.
Quadro Valutativo Directa Sim S.p.A. (D) – 07/10/2026
Valutazioni di Mercato
| Indicatore | Valore Attuale | Trend vs Q4 2025 | Note |
|---|---|---|---|
| Prezzo Corrente | €7,88 | +12,6% | Da €7,00 Q4 2025 |
| Market Cap | €150,00M | +14,3% | Da €131,25M Q4 2025 |
| Book Value/Share | €2,80 | +10,7% | Da €2,53 Q4 2025 |
Multipli Forward (NTM) – Financial Services
| Indicatore | Valore | Mediana Peers | Posizionamento |
|---|---|---|---|
| P/E Forward | 10,39x | 10,91x | Sconto −4,8% vs mediana |
| EV/EBITDA Forward | n.d. | 16,31x | Non disponibile per Directa |
| P/BV LTM | 2,85x | ~2,35x | Premium +21,3% vs peers |
| P/TBV LTM | 2,94x | ~2,42x | Premium +21,5% vs peers |
Multipli Trailing (LTM)
| Indicatore | Valore | Mediana Peers | Posizionamento |
|---|---|---|---|
| P/E LTM | 11,89x | 10,91x | Premium +9,0% vs mediana |
| P/Sales LTM | 3,03x | 3,14x | Sconto −3,5% vs peers |
| P/BV LTM | 2,85x | ~2,35x | Premium +21,3% vs peers |
| P/TBV LTM | 2,94x | ~2,42x | Premium +21,5% vs peers |
Rendimento e Cash Flow
| Indicatore | Valore | Trend vs Q4 2025 | Note |
|---|---|---|---|
| Dividend Yield NTM | 7,5% | +0,7pp | Da 6,8% Q4 2025 |
| Dividend Yield LTM | 7,5% | +1,7pp | Da 5,8% Q4 2025 |
| DPS NTM | €0,60 | Stabile | Da €0,60 Q4 2025 |
| DPS LTM | €0,60 | +100,0% | Da €0,30 Q4 2025 |
Target Price Analisti
| Indicatore | Valore | Coverage | Note |
|---|---|---|---|
| Target Medio | €10,50 | 1 analista | +33,2% vs prezzo corrente |
| Target Mediano | €10,50 | — | +33,2% |
| Target Massimo | €10,50 | — | +33,2% |
| Target Minimo | €10,50 | — | +33,2% |
Raccomandazioni Analisti – Sentiment Molto Positivo
| Rating | Numero | % sul Totale | Trend vs Q4 2025 |
|---|---|---|---|
| Buy | 1 | 100,0% | Stabile |
Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel
| Framework | Rating | Target Price | Insight |
|---|---|---|---|
| BUY | €9,61 | ER +20,1% | DQS 0,64 (Medium) |
Metriche Operative Forward (NTM)
| Indicatore | Valore | Trend vs Q4 2025 | Note |
|---|---|---|---|
| NTM Normalized EPS | €0,77 | +8,5% | Da €0,71 Q4 2025 |
| NTM Dividend / Share | €0,60 | Stabile | Da €0,60 Q4 2025 |
| Revenues LTM | €49,56M | +7,3% | Da €46,19M Q4 2025 |
| EPS LTM | €0,67 | +6,3% | Da €0,63 Q4 2025 |
Confronto con Principali Competitor Financial & Wealth
| Azienda | NTM P/E | NTM EV/EBITDA | Market Cap |
|---|---|---|---|
| Directa Sim (D) | 10,39x | — | €150,00M |
| Banca Generali (BGN) | 16,31x | — | €7,07B |
| Azimut Holding (AZM) | 10,91x | — | €5,39B |
| Anima Holding (ANIM) | 8,81x | 4,71x | €2,43B |
| Banca Profilo (PRO) | 17,88x | — | €102,00M |
Fonte: moneyfeel research | Data: 07/10/2026
“Buy” dal 10 Giugno, quando ha preso il posto di Accumulate, e un target price a dodici mesi salito a €9,61: il Fundamental Analysis Engine colloca Directa fra i titoli in cui il valore dei conti supera ancora il prezzo, con un rendimento atteso del 22% sulla chiusura di ieri. È un giudizio che premia una crescita vera e che, forse proprio per questo, va letto con la stessa prudenza che Busi rivendica per il suo dividendo.


