Dark
Light
Login
Login
Dark
Light

Il fungo che valeva più del fungaio

17 Ottobre 2026
3′ di lettura
Aggiungi moneyfeel come Fonte preferita su Google →

Non è mai stato così facile operare sui mercati. Le informazioni arrivano in tempo reale, gli algoritmi elaborano migliaia di dati e l’intelligenza artificiale può persino eseguire operazioni al posto nostro. Eppure, proprio mentre gli strumenti diventano più potenti e accessibili, resta intatta una vecchia lezione: investire significa saper scegliere. In Borsa, il confine tra un’opportunità e un azzardo può essere sottile: una moneta nata per scherzo, una notizia scambiata per un segnale o un algoritmo a cui affidiamo decisioni che non sappiamo valutare possono trasformare la promessa di un guadagno in una scommessa persa in partenza.

A Settembre, sulla Robinhood Chain, la blockchain lanciata da Robinhood ||, si è visto fin dove può spingersi questa confusione. Accanto ai token che replicano azioni reali, da Nvidia || agli strumenti legati all’S&P 500 ||, hanno cominciato a circolare le “meme-coin“: monete digitali nate da una battuta, un’immagine virale o un’ondata di entusiasmo collettivo. L’8 Settembre ne sono state create quasi 45.000 in un solo giorno, mentre gli scambi sono passati da livelli prossimi allo zero a 443 milioni di dollari giornalieri. Poi il mercato si è sgonfiato, con volumi in caduta del 96% e una lunga scia di token ormai privi di valore.

La storia più surreale ha per protagonista Farmmi ||, una piccola società del Nasdaq che vende funghi. Una meme-coin associata al suo nome ha raggiunto una valutazione implicita pari a circa dieci volte quella dell’azienda stessa. Il fungo valeva più del fungaio. Non è andata molto diversamente ad AMC ||, la catena di cinema il cui amministratore delegato ha chiesto a Robinhood di fermare un token legato alla società, creato senza il suo permesso. La richiesta di bloccarlo ha finito per attirare ancora più attenzione sulla moneta, battezzata “A Meme Coin“, che ha raggiunto una valutazione di quasi 150 milioni di dollari. In quel mercato, persino una presa di distanza può finire per alimentare il fenomeno.

Grafico Farmmi

Il paradosso è che, mentre una parte degli investitori scommette su monete nate per scherzo, le piattaforme stanno rendendo sempre più sofisticati gli strumenti a disposizione del pubblico. Robinhood ha introdotto agenti di intelligenza artificiale capaci di operare sui mercati in totale autonomia, anche ventiquattr’ore su ventiquattro. Tecnologie un tempo appannaggio soprattutto degli hedge fund, delle banche d’investimento e delle società di trading quantitativo diventano così accessibili anche ai piccoli risparmiatori. Le operazioni richiedono normalmente un’approvazione umana, ma questa impostazione può essere facilmente disattivata.

È un cambiamento epocale, ma non equivale a un vantaggio garantito. L’attività di trading è una competizione in cui le informazioni vengono rapidamente incorporate nei prezzi. Un agente può elaborare dati, applicare regole ed eseguire ordini con una rapidità impensabile per un essere umano. Non può però assicurare, per il solo fatto di essere automatizzato, che la strategia adottata sia efficace o che il mercato non abbia già incorporato nei prezzi le informazioni su cui si basa. “Lo strumento si compra. Il metodo no.“

Naturalmente, neppure un metodo garantisce il successo. In una precedente analisi sugli hedge fund pubblicata su questa testata, i fondi sistematici risultavano in crescita del 18,7% nei primi nove mesi dell’anno, contro il 14% dell’S&P 500. Ma non tutti i gestori quantitativi hanno avuto lo stesso percorso: il fondo multi-strategia Balyasny, per esempio, a fine Settembre segnava un rialzo di appena lo 0,7%. Anche il Fondo monetario internazionale ha richiamato l’attenzione sui rischi che possono emergere quando molti operatori seguono le stesse regole e finiscono per aumentarne la concentrazione.

La sfida, oggi, è saper interpretare il valore delle informazioni. È il principio alla base di moneyfeel.it, il progetto presentato dal suo fondatore in un’intervista a Storytime, il programma di Evoluzione Radio ( guarda l’intervista). Come spiega Luca Stagnitta, l’obiettivo è offrire gratuitamente una lettura più approfondita dei mercati, attraverso analisi che superano la semplice cronaca finanziaria.

A questa attività si affianca lo sviluppo del Fundamental Analysis Engine, un motore proprietario di analisi fondamentale progettato per elaborare valutazioni su un universo di 25.000 strumenti finanziari. Il servizio, attualmente nella fase finale di debug, sarà reso disponibile a tutti entro la fine dell’anno. Il sistema integra modelli di valutazione indipendenti per confrontare diverse prospettive sul valore di un titolo, stimare prezzi obiettivo e mettere in evidenza gli elementi che sostengono o indeboliscono una valutazione.

La differenza, in definitiva, sta nella capacità di distinguere il valore fondamentale di un investimento dalle aspettative che ne alimentano il prezzo. I 45.000 token comparsi in un solo giorno avevano un’identità, un logo e qualcuno pronto a scommetterci, ma spesso mancava un criterio per capire che cosa ci fosse davvero dietro. È il rischio di un mercato in cui creare un’opportunità è diventato più facile che riconoscerne una autentica. Gli strumenti possono ampliare le possibilità, ma è il criterio con cui li utilizziamo a fare la differenza.

Del resto, siamo a Ottobre, nel pieno della stagione dei funghi: nei boschi, come in Borsa, non tutto ciò che spunta merita di essere raccolto.

moneyfeel.it

moneyfeel è una fintech che integra analisi fondamentale e quantitative intelligence per i mercati finanziari. Ogni giorno produciamo ricerca proprietaria su azioni, mercati e macroeconomia tramite il Fundamental Analysis Engine (FAE) e i modelli CASCADE e LEADING. Un approccio costruito su oltre vent’anni di esperienza tra investment banking e hedge fund.

Partecipa alla discussione

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

moneyfeel
Panoramica privacy

Sul nostro sito utilizziamo esclusivamente cookie tecnici, indispensabili per il corretto funzionamento delle pagine e per garantire una navigazione sicura. Non facciamo profilazione né raccogliamo dati per finalità pubblicitarie.

Per maggiori dettagli puoi consultare la nostra Privacy Policy.