Non è mai stato così facile operare sui mercati. Le informazioni arrivano in tempo reale, gli algoritmi elaborano migliaia di dati e l’intelligenza artificiale può persino eseguire operazioni al posto nostro. Eppure, proprio mentre gli strumenti diventano più potenti e accessibili, resta intatta una vecchia lezione: investire significa saper scegliere. In Borsa, il confine tra un’opportunità e un azzardo può essere sottile: una moneta nata per scherzo, una notizia scambiata per un segnale o un algoritmo a cui affidiamo decisioni che non sappiamo valutare possono trasformare la promessa di un guadagno in una scommessa persa in partenza.
A Settembre, sulla Robinhood Chain, la blockchain lanciata da Robinhood |


La storia più surreale ha per protagonista Farmmi |

Il paradosso è che, mentre una parte degli investitori scommette su monete nate per scherzo, le piattaforme stanno rendendo sempre più sofisticati gli strumenti a disposizione del pubblico. Robinhood ha introdotto agenti di intelligenza artificiale capaci di operare sui mercati in totale autonomia, anche ventiquattr’ore su ventiquattro. Tecnologie un tempo appannaggio soprattutto degli hedge fund, delle banche d’investimento e delle società di trading quantitativo diventano così accessibili anche ai piccoli risparmiatori. Le operazioni richiedono normalmente un’approvazione umana, ma questa impostazione può essere facilmente disattivata.
È un cambiamento epocale, ma non equivale a un vantaggio garantito. L’attività di trading è una competizione in cui le informazioni vengono rapidamente incorporate nei prezzi. Un agente può elaborare dati, applicare regole ed eseguire ordini con una rapidità impensabile per un essere umano. Non può però assicurare, per il solo fatto di essere automatizzato, che la strategia adottata sia efficace o che il mercato non abbia già incorporato nei prezzi le informazioni su cui si basa. “Lo strumento si compra. Il metodo no.“
Naturalmente, neppure un metodo garantisce il successo. In una precedente analisi sugli hedge fund pubblicata su questa testata, i fondi sistematici risultavano in crescita del 18,7% nei primi nove mesi dell’anno, contro il 14% dell’S&P 500. Ma non tutti i gestori quantitativi hanno avuto lo stesso percorso: il fondo multi-strategia Balyasny, per esempio, a fine Settembre segnava un rialzo di appena lo 0,7%. Anche il Fondo monetario internazionale ha richiamato l’attenzione sui rischi che possono emergere quando molti operatori seguono le stesse regole e finiscono per aumentarne la concentrazione.
La sfida, oggi, è saper interpretare il valore delle informazioni. È il principio alla base di moneyfeel.it, il progetto presentato dal suo fondatore in un’intervista a Storytime, il programma di Evoluzione Radio ( guarda l’intervista). Come spiega Luca Stagnitta, l’obiettivo è offrire gratuitamente una lettura più approfondita dei mercati, attraverso analisi che superano la semplice cronaca finanziaria.
A questa attività si affianca lo sviluppo del Fundamental Analysis Engine, un motore proprietario di analisi fondamentale progettato per elaborare valutazioni su un universo di 25.000 strumenti finanziari. Il servizio, attualmente nella fase finale di debug, sarà reso disponibile a tutti entro la fine dell’anno. Il sistema integra modelli di valutazione indipendenti per confrontare diverse prospettive sul valore di un titolo, stimare prezzi obiettivo e mettere in evidenza gli elementi che sostengono o indeboliscono una valutazione.
La differenza, in definitiva, sta nella capacità di distinguere il valore fondamentale di un investimento dalle aspettative che ne alimentano il prezzo. I 45.000 token comparsi in un solo giorno avevano un’identità, un logo e qualcuno pronto a scommetterci, ma spesso mancava un criterio per capire che cosa ci fosse davvero dietro. È il rischio di un mercato in cui creare un’opportunità è diventato più facile che riconoscerne una autentica. Gli strumenti possono ampliare le possibilità, ma è il criterio con cui li utilizziamo a fare la differenza.
Del resto, siamo a Ottobre, nel pieno della stagione dei funghi: nei boschi, come in Borsa, non tutto ciò che spunta merita di essere raccolto.


