Le stock option di Larry Ellison e dei due co-amministratori delegati di Oracle |
Quando sono state assegnate, le tre tranche valevano complessivamente $988 milioni. Il prezzo di esercizio era di $280 per Ellison e di $308 per Clay Magouyrk e Mike Sicilia. Mercoledì Oracle trattava intorno a $137,62, circa il 60% sotto il massimo storico di un anno fa. Perché quelle opzioni tornino a valere qualcosa, il titolo deve quindi più che raddoppiare.
La distanza fra il prezzo di oggi e quei livelli, però, convive con numeri operativi che raccontano una storia molto diversa. Nel primo trimestre dell’esercizio i ricavi sono aumentati del 30%, a $19,35 miliardi; quelli del cloud sono cresciuti del 62%; l’utile netto è salito del 60%, a $4,7 miliardi. Oracle ha inoltre firmato in soli tre mesi oltre $30 miliardi di nuovi contratti legati all’intelligenza artificiale. Il backlog, cioè il valore dei contratti già firmati ma non ancora fatturati, è arrivato a $664 miliardi, dai $638 del trimestre precedente.
Anche le aspettative sugli utili sono migliorate: quelle per i prossimi dodici mesi sono salite del 20% in un anno. E il mercato oggi paga Oracle 16,17× gli utili attesi, contro 33,36× di dodici mesi fa. Guardando soltanto il rapporto fra prezzo e utili, il titolo non era mai sembrato così economico.
È qui che compare il rovescio della medaglia. Il numero che manca al conto è il cash flow. Negli ultimi dodici mesi il flusso di cassa disponibile per gli azionisti è stato negativo per $41,1 miliardi e, per i prossimi dodici, gli analisti prevedono ancora un rosso di $38,6 miliardi. Nell’ultimo esercizio Oracle ha investito $55,7 miliardi, ha emesso $43 miliardi di obbligazioni e durante l’estate ha raccolto altri $20 miliardi vendendo azioni nuove a $141 l’una.
Da una parte ci sono quindi $664 miliardi di contratti già firmati. Dall’altra, decine di miliardi di cassa che escono ogni anno per finanziare l’espansione. Non sono due aziende diverse: sono le due facce dello stesso modello. La domanda è quanto capitale serva per trasformare quella crescita futura in cassa?
Il punto più delicato, però, sta nelle scadenze. Oracle ha in carico circa $248 miliardi di affitti di data center che partono dall’esercizio 2028 e durano fra i quindici e i diciannove anni, mentre i contratti con i clienti, secondo S&P Global, durano in media cinque. È la situazione di chi sottoscrive un mutuo trentennale per una casa il cui tetto va rifatto dopo dieci anni: la rata resta, anche se il tetto nel frattempo è da cambiare.
Il debito è già pari a circa 4,3× l’EBITDA, contro meno di 1× per gli altri grandi fornitori di cloud. E anche il mercato del credito sta mandando un segnale: il costo per proteggersi contro un default di Oracle ha raggiunto nuovi record.
Il dubbio non è soltanto teorico. Michael Burry, il gestore reso celebre durante la crisi dei mutui del 2008, ha dichiarato ad Agosto una posizione short sul titolo quando valeva $144,63. Secondo la sua tesi, fra il 2028 e il 2029 i grandi gruppi tecnologici potrebbero essere costretti a svalutare una parte degli investimenti fatti nell’intelligenza artificiale. Burry sostiene inoltre che il trattamento contabile dei pagamenti anticipati dei clienti potrebbe gonfiare di quasi il 20% i ricavi cloud futuri.
Il mercato, nel frattempo, non ha abbandonato Oracle. Sono 41 le case che coprono il titolo e 35 mantengono un giudizio positivo. Il target price medio è di $237,97, con un Target/Close Ratio a 173. Il confronto più diretto nel paniere resta Microsoft |
Anche il modello racconta questa doppia lettura. A Marzo, quando raccontavamo il passaggio di Oracle da Reduce ad Accumulate, il titolo valeva $161,49. A inizio Giugno aveva sfiorato $250. Il 22 Giugno il giudizio è sceso a Hold, poco prima dell’inizio della discesa. Oggi le due stime del valore restano distanti una ventina di punti: quella costruita sui flussi e quella ricavata dal prezzo sono entrambe ben sopra la quotazione. Il target a dodici mesi, invece, finisce poco sotto il prezzo attuale perché incorpora il forte momentum negativo. C’è poi un numero che merita più attenzione degli altri: il costo del capitale implicito nel prezzo è al 14,2%. È il rendimento che il mercato sta chiedendo a un debitore considerato rischioso, non a uno dei più grandi gruppi software del mondo. Il profilo di rischio restituisce la stessa tensione: punteggio composito di 76 su cento, in classe molto alta; beta di 1,60; volatilità realizzata del 51% nelle ultime tre settimane; z-score a -1,70.
Quadro Valutativo Oracle Corporation (ORCL) – 30/09/2026
Valutazioni di Mercato
| Indicatore | Valore Attuale | Trend vs Q4 2025 | Note |
|---|---|---|---|
| Prezzo Corrente | $137,62 | −39,1% | Da $226,13 di Agosto 2025, −65,7% dai $400 impliciti sul target high |
| Market Cap | $417,71B | −34,2% | Da $635,16B in Q4 2025 |
| Enterprise Value | $555,15B | −24,3% | EV/MCap 1,33x, debito netto impl. $137,44B |
Multipli Forward (NTM) – Software Infrastructure
| Indicatore | Valore | Mediana Settore | Posizionamento |
|---|---|---|---|
| P/E Forward | 16,17x | 18,82x | Sconto −14,1% vs mediana peers |
| EV/EBITDA | 9,87x | — | −44,1% vs Q4 2025 (21,16x) |
| EV/Sales | 5,63x | 5,38x | In linea +4,6% vs mediana |
| MC/FCF | (10,82x) | — | FCF forward negativo, multiplo non significativo |
Rendimento e Cash Flow
| Indicatore | Valore | Trend vs Q4 2025 | Note |
|---|---|---|---|
| Dividend Yield Forward (NTM) | 1,5% | +0,7pp | Da 0,8% di Agosto 2025 |
| Dividend Yield LTM | 1,5% | +0,7pp | Da 0,8% di Agosto 2025 |
| Dividendo per Azione (NTM) | $2,01 | −1,5% | Sostanzialmente stabile da $2,04 |
| FCF Yield NTM | (9,2%) | +1,9pp | Negativo per il quinto trimestre di fila |
| NTM Levered FCF | $(38,60B) | +19,1% | Da $(47,73B) di Maggio, deflusso in attenuazione |
Target Price Analisti
| Indicatore | Valore | Coverage | Note |
|---|---|---|---|
| Target Medio | $237,97 | 41 analisti | +72,9% upside implicito |
| Target Mediano | $240,00 | — | +74,4% dalla mediana |
| Target Massimo | $400,00 | — | +190,7% bull case |
| Target Minimo | $110,00 | — | −20,1% bear case |
Raccomandazioni Analisti – Sentiment Fortemente Positivo
| Rating | Numero | % sul Totale | Trend vs Q4 2025 |
|---|---|---|---|
| Buy | 27 | 65,9% | +8 vs Agosto 2025 |
| Outperform | 8 | 19,5% | +3 vs Agosto 2025 |
| Hold | 7 | 17,1% | −6 vs Agosto 2025 |
| Sell | 1 | 2,4% | +1 vs Agosto 2025 |
Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel
| Framework | Rating | Target Price | Insight |
|---|---|---|---|
| HOLD | $128,22 | ER −6,8% | DQS 0,75 (Medium) |
Metriche Operative Forward (NTM)
| Indicatore | Valore | Trend vs Q4 2025 | Note |
|---|---|---|---|
| NTM Revenues | $98,68B | +39,6% | Da $70,65B di Novembre 2025 |
| NTM EBITDA | $56,27B | +49,9% | Margin 57,0%, in espansione |
| NTM EBIT | $38,66B | +30,9% | Margin 39,2% |
| NTM EPS Normalizzato | $8,52 | +20,3% | Da $7,08 di Novembre 2025 |
| NTM Levered FCF | $(38,60B) | +19,1% | Capex sul cloud assorbe tutta la cassa operativa |
Confronto con Principali Competitor Software Infrastructure
| Azienda | P/E Forward | Market Cap | EV/Sales Forward |
|---|---|---|---|
| Oracle (ORCL) | 16,17x | $417,71B | 5,63x |
| Microsoft (MSFT) | 24,09x | $3.832,84B | 9,62x |
| Synopsys (SNPS) | 24,57x | $81,59B | 8,36x |
| NetApp (NTAP) | 18,82x | $39,51B | 4,61x |
| Block (XYZ) | 15,70x | $45,91B | 1,65x |
| VeriSign (VRSN) | 27,74x | $25,97B | 14,60x |
Fonte: moneyfeel research | Data: 30/09/2026
Il calendario offre già i prossimi appuntamenti: a Ottobre la giornata con gli investitori, il 18 Novembre il voto degli azionisti sui compensi e a metà Dicembre i conti del secondo trimestre. Nel frattempo, il Fundamental Analysis Engine mantiene “Hold“, giudizio in vigore dal 22 Giugno, e indica un target price a dodici mesi di $128,22, il 6,8% sotto la quotazione di Mercoledì.


