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Goldman Sachs, il trimestre migliore non basta a convincere la Street

19 Ottobre 2026
6′ di lettura
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Niente di quello che Goldman Sachs || | Quant ↗| ha raccontato Martedì 13 Ottobre era davvero imprevedibile. A Settembre, l’amministratore delegato David Solomon aveva già avvertito che il trading sul fixed income avrebbe perso slancio e che i costi sarebbero aumentati di oltre mezzo miliardo di dollari. Il mercato aveva anticipato il peggioramento delle prospettive, spingendo il titolo in territorio ribassista. Poi sono arrivati i ricavi trimestrali più alti nella storia della banca. Dopo un iniziale rialzo, però, le azioni sono tornate sui livelli precedenti. Un segnale che dice molto sulle aspettative degli investitori.

Grafico Goldman Sachs

I ricavi sono saliti del 23%, a 18,68 miliardi di dollari, mentre l’utile per azione ha raggiunto 17,01 dollari, il 39% in più rispetto a un anno prima. Il risultato ha superato del 31,9% le stime deglie analisti. A fare la differenza è stato soprattutto il trading azionario, cresciuto del 72%, a 6,44 miliardi di dollari. Il trading su obbligazioni, valute e materie prime (FICC) si è invece fermato a 3,47 miliardi, poco sotto il livello di un anno prima e nettamente al di sotto delle attese. Le commissioni da investment banking sono aumentate del 21%, a 3,22 miliardi, mentre la gestione patrimoniale ha registrato una crescita del 14%, con commissioni di gestione record. Il rendimento sul patrimonio netto si è attestato al 18,7%.

Per capire quanto di questo risultato sia destinato a ripetersi, occorre distinguere tre componenti. La prima è legata a un evento eccezionale: le commissioni di performance sono quasi ottuplicate, raggiungendo 587 milioni di dollari, anche grazie alle posizioni in SpaceX ||. La quotazione record della società di Elon Musk ha generato guadagni difficilmente replicabili con la stessa facilità. La seconda componente ha invece agito in direzione opposta. Goldman ha anticipato 450 milioni di dollari di donazioni benefiche, una scelta che ha ridotto l’utile per azione di circa un dollaro. Si tratta quindi di un onere che ha penalizzato il risultato del trimestre, ma che non va confuso con un peggioramento della redditività operativa. La terza componente è quella più esposta al ciclo dei mercati. Il trading azionario beneficia dell’attività dei clienti che si coprono dai rischi, ricorrono ai derivati e ribilanciano le proprie posizioni. Quando la volatilità aumenta, le opportunità di negoziazione tendono a moltiplicarsi; quando si riduce, i ricavi possono rallentare. Il record resta quello del secondo trimestre, con 7,42 miliardi di dollari.

Il segnale che spiega meglio la prudenza degli investitori, tuttavia, non si trova nel conto economico. Il portafoglio di mandati dell’investment banking, il cosiddetto “banking backlog“, raccoglie le operazioni già affidate alla banca che potrebbero trasformarsi in commissioni nei prossimi trimestri. Rispetto a Giugno è diminuito e ora si colloca leggermente sotto il livello di fine 2025, dopo che a inizio Ottobre un’analisi di Barchart lo indicava ancora ai massimi da cinque anni. Il dato non anticipa necessariamente una contrazione dei ricavi, perché i mandati possono tradursi in commissioni con tempi variabili. Indica però una visibilità meno solida sulla crescita futura.

A rendere il quadro più delicato è l’aumento del 20% dei costi operativi, saliti a 11,31 miliardi di dollari. Se il reddito fisso rallenta, il portafoglio di mandati si riduce e i costi continuano a crescere, la leva operativa che ha amplificato gli utili può agire nella direzione opposta. Goldman dispone comunque di due elementi a suofavore: nei primi nove mesi dell’anno il rapporto fra costi e ricavi è migliorato al 59,4%, dal 62,1% dello stesso periodo dell’anno scorso, mentre nel trimestre la banca ha restituito agli azionisti 4,49 miliardi di dollari, di cui tre miliardi attraverso riacquisti di azioni proprie.

Quanto costa, a questo punto, Goldman Sachs? Venerdì il titolo ha chiuso a 881,26 dollari, quasi il 24% sotto il massimo di Luglio e poco sopra i livelli di fine 2025. Da fine Giugno ha perso il 13%, mentre le stime di consensus sull’utile per azione dei successivi dodici mesi sono aumentate del 18%, a 71,25 dollari. La combinazione fra prezzo in calo e utili attesi in crescita ha ridotto sensibilmente le valutazioni: il P/E forward è passato da 16,75x a 12,37x, mentre il price/book è sceso da 2,81x a 2,37x. Il primo multiplo è sostanzialmente in linea con la mediana dei suoi peers, pari a 12,35x, e inferiore a quello di Morgan Stanley ||, a 13,44x.

Il titolo è quindi meno caro rispetto a qualche mese fa, ma questo non significa necessariamente che sia sottovalutato. Pagare 12,37x gli utili prospettici per una banca con un ROE del 18,7% significa anche chiedersi se i profitti attuali siano sostenibili. Se il mercato ritiene che siano vicini a un picco ciclico, il multiplo più basso non rappresenta soltanto uno sconto: riflette anche una minore fiducia nella capacità di mantenere gli stessi risultati.

La cautela emerge anche dalle valutazioni degli analisti. Nelle ultime due settimane, trimestrale compresa, il target price medio dei 21 analisti che seguono il titolo è sceso da 1.127,25 a 1.037,90 dollari. Il rapporto fra prezzo obiettivo medio e prezzo di chiusura è diminuito da 125 a 118, perché gli obiettivi sono stati rivisti al ribasso più rapidamente del prezzo. I giudizi restano prevalentemente neutral: sedici Hold, otto positivi e due negativi. Mike Mayo, analista di Wells Fargo, aveva anticipato prima dei conti che, dopo un semestre favorevole a quasi tutti gli operatori, le differenze fra vincitori e vinti sarebbero state più marcate. Goldman ha superato le attese, mentre JPMorgan || ha mancato le stime sull’utile per la prima volta in quasi tre anni, proprio a causa del rallentamento del reddito fisso.

Sul valore, invece, i due motori del Fundamental Analysis Engine restituiscono indicazioni convergenti. Il LEADING, che stima il prezzo sulla base dei fondamentali, arriva a 1.047,58 dollari; il CASCADE, che parte dal prezzo di mercato e applica i propri filtri, si ferma a 991,58 dollari. Le due valutazioni distano poco più di cinque punti percentuali ed entrambe indicano un potenziale rialzo superiore al 12% rispetto alla chiusura di Venerdì.

La convergenza fra i due modelli è un elemento favorevole, ma non basta a cancellare i segnali negativi sul breve periodo. Lo z-score, pari a -1,18, indica che il titolo si trova poco più di una deviazione standard sotto la propria media recente: una debolezza visibile, ma non estrema. La pendenza del trend resta negativa e il momentum è sfavorevole. Anche il rapporto rischio/rendimento, pari a 1,33, suggerisce un’asimmetria soltanto moderatamente favorevole.

La variabile che incide maggiormente sulla valutazione fondamentale è il costo del capitale proprio: un aumento di un punto percentuale riduce il valore stimato del 12,5%, mentre una diminuzione di due punti nella crescita produce un impatto inferiore al 5%. La differenza mostra quanto il valore attribuito alla banca sia sensibile al rendimento richiesto dagli investitori e, quindi, al rischio percepito. A questo quadro si aggiunge un’incognita fiscale legata a NEOS, la società di ETF acquistata per 2,25 miliardi di dollari, i cui fondi caratterizzati da meccanismi di differimento della tassazione sono finiti sotto la lente del Tesoro americano.

Quadro Valutativo The Goldman Sachs Group, Inc. (GS) – 16/10/2026

Valutazioni di Mercato

IndicatoreValore AttualeTrend vs Q4 2025Note
Prezzo Corrente$881,26 +0,3%Da $879,00 Q4 2025
Market Cap$266,81B −3,2%Da $275,76B Q4 2025
Book Value/Share LTM$372,25 +5,9%Da $351,57 Q4 2025

Multipli Forward (NTM) – Capital Markets

IndicatoreValoreMediana SettorePosizionamento
P/E Forward12,37x12,35x Premium +0,2% vs mediana
EV/EBITDAn.d.11,96x Non disponibile per GS
EV/Salesn.d.3,88x Non disponibile per GS
MC/FCFn.d.11,93x Non disponibile per GS

Rendimento e Cash Flow

IndicatoreValoreTrend vs Q4 2025Note
Dividend Yield NTM2,3% +0,4ppDa 1,9% Q4 2025
Dividend Yield LTM2,0% +0,5ppDa 1,5% Q4 2025
DPS NTM$20,49 +24,1%Da $16,51 Q4 2025
DPS LTM$18,00 +38,5%Da $13,00 Q4 2025
Payout Yield Totale2,3% In lineaRendimento guidato da dividendo

Target Price Analisti

IndicatoreValoreCoverageNote
Target Medio$1.037,9021 analisti +17,8% vs prezzo corrente
Target Mediano$1.010,00— +14,6%
Target Massimo$1.250,00— +41,8%
Target Minimo$730,00— −17,2%

Raccomandazioni Analisti – Prevalenza Hold

RatingNumero% sul TotaleTrend vs Q4 2025
Buy726,9% Stabile
Outperform13,8% Stabile
Hold1661,5% +1 vs Q4
Underperform13,8% Stabile
Sell13,8% Stabile

Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel

FrameworkRatingTarget PriceInsight
FA EngineHOLD$922,10 ER +4,6% | DQS 0,75 (Medium)

Metriche Operative Forward (NTM)

IndicatoreValoreTrend vs Q4 2025Note
NTM Revenues$73,95B +19,0%Da $62,15B Q4 2025
NTM EBIT$29,49B +23,4%Da $23,89B Q4 2025
NTM EPS Norm.$71,25 +32,1%Da $53,94 Q4 2025
NTM Dividend/Share$20,49 +24,1%Da $16,51 Q4 2025
LTM Diluted EPS$69,49 +41,1%Da $49,26 Q4 2025

Confronto con Principali Competitor Capital Markets

AziendaP/E ForwardMarket CapP/S Forward
Goldman Sachs (GS)12,37x$266,81B3,61x
Morgan Stanley (MS)13,44x$282,59Bn.d.
BlackRock (BLK)11,96x$175,38B5,78x
UBS (UBSG)11,93xCHF 121,34Bn.d.
KKR10,56x$77,39B10,84x

Fonte: moneyfeel research | Data: 16/10/2026

Il Fundamental Analysis Engine mantiene un giudizio “Hold” dal 14 Settembre, quando ha sostituito il precedente Accumulate, con un target price a dodici mesi di 922,10 dollari. Il potenziale rialzo rispetto alla chiusura di Venerdì è appena del 4,6%, un rendimento che appare contenuto rispetto al rischio assunto. Lo Sharpe ratio, che misura il rendimento in eccesso rispetto al tasso privo di rischio in rapporto alla volatilità, risulta per questo quasi nullo.

Il valore stimato è superiore al prezzo di mercato, ma il potenziale rialzo resta limitato rispetto al rischio. La conferma dovrà arrivare dai prossimi appuntamenti: il dividendo da 5 dollari del 30 Dicembre e soprattutto la trimestrale di Gennaio, chiamata a verificare la tenuta del trading azionario in uno scenario di minore volatilità.

moneyfeel.it

moneyfeel è una fintech che integra analisi fondamentale e quantitative intelligence per i mercati finanziari. Ogni giorno produciamo ricerca proprietaria su azioni, mercati e macroeconomia tramite il Fundamental Analysis Engine (FAE) e i modelli CASCADE e LEADING. Un approccio costruito su oltre vent’anni di esperienza tra investment banking e hedge fund.

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