Mps la vuole, per non finire dentro Intesa Sanpaolo. Crédit Agricole la vuole, ma per sé e più avanti. UniCredit l’aveva voluta, prima che il governo le sbarrasse la strada con il golden power. Banco BPM |
Ad Agosto, dopo una semestrale sopra le attese, il titolo era salito fino a €17,40. Martedì 20 Ottobre chiudeva a €13,10, un quarto più in basso. Mercoledì ha recuperato il 3,09%, portandosi a €13,51. Quando ne scrivemmo un anno fa, a €12,68, temevamo che una fusione con Crédit Agricole Italia distruggesse valore in Banco BPM. Oggi il titolo vale appena il 6,5% in più, dopo essere arrivato a guadagnare il 37%. Gli utili, intanto, sono rimasti sostanzialmente invariati: l’utile per azione atteso nei dodici mesi è passato da €1,38 a fine Settembre a €1,36. A muoversi è stato soprattutto il prezzo che il mercato è disposto a pagare per quegli utili.
Il nodo è l’assemblea di Mps |


Per gli azionisti di Banco BPM, le possibilità sono due. La prima è che l’assemblea bocci il piano di Lovaglio: in quel caso, l’offerta sul Banco rischia di saltare perché verrebbe meno il sostegno degli aumenti di capitale necessari a finanziarla. Questo nonostante Mps l’abbia dichiarata irrevocabile e indipendente dalla partita con Intesa. La seconda è che il piano venga approvato. Ogni azione Banco BPM darebbe allora diritto a 1,567 azioni Mps, ma il concambio presenta un’incognita: il prezzo di Mps incorpora il sostegno dell’Opas di Intesa, che verrebbe meno se l’offerta di Mps passasse. Considerando i prezzi precedenti all’intervento di Intesa, ISS calcola uno svantaggio dell’8,2% per gli azionisti del Banco. C’è poi Crédit Agricole |
Il quadro è questo: l’unica offerta sul tavolo vale meno del titolo e, con ogni probabilità, non arriverà.
Che cosa resta, tolta l’opzione speculativa? Una banca che lavora bene. Il secondo trimestre si è chiuso con un utile di €580 milioni, contro i €533 milioni attesi, e un rapporto fra costi e ricavi sceso al 43%, il migliore della sua storia. Il CET1, cioè il capitale di qualità più alta in rapporto agli attivi ponderati per il rischio, era al 14,4%, un livello che sostiene una remunerazione complessiva dei soci di circa €7 miliardi fra il 2024 e il 2027. Il problema è il trimestre in arrivo. Jefferies, che ha tagliato il target price da €16,60 a €15,30, stima un utile di €440 milioni, senza il dividendo Mps che aveva gonfiato il secondo trimestre. Prevede inoltre commissioni in calo dell’8% e il CET1 in discesa di 20 punti base, al 14,2%, per la perdita di valore dei BTp in portafoglio. In uno scenario stand-alone, scrive il broker, “i catalizzatori di crescita appaiono limitati“, mentre l’ipotesi di nuove imposte sulle banche aggiunge incertezza.
Il prezzo, intanto, si è adeguato. Sulla chiusura di Martedì, il Banco trattava a 9,63 volte gli utili attesi, contro le 11,55 di fine Settembre e le 11,77 di fine Giugno. La mediana del paniere bancario europeo di TIKR è a 10,76 volte, mentre UniCredit |
A €13, il mercato paga quindi il Banco come una banca qualunque e ha smesso di riconoscere un premio per la possibilità di un’operazione straordinaria.
Il consensus, però, non ha seguito il prezzo nella stessa misura. Il target medio dei 13 analisti è sceso appena, da €15,88 a €15,72. Sulla chiusura di Mercoledì, il Target/Close Ratio è salito a 116, contro 99,8 a fine Settembre: gli obiettivi di prezzo tengono mentre il titolo scende, segno che gli analisti continuano a difendere le proprie valutazioni. La fiducia, tuttavia, resta contenuta: quattro giudizi positivi, sei Hold e tre negativi. Fra questi ultimi c’è l’underweight di Morgan Stanley, che già a Settembre giudicava la valutazione “corretta“.
Nel nostro framework valutativo, il LEADING assegna un valore di €15,20, mentre il CASCADE arriva a €15,16. Sono valori fondamentali puri, prima delle correzioni prudenziali che il modello applica per il momentum e per l’incertezza della stima, e che nel caso di Banco BPM pesano, in linea con i fattori già emersi: l’offerta che potrebbe non arrivare, il socio francese che aspetta, le imposte e i BTp. Il costo del capitale proprio implicito nel prezzo, pari al 10,4% con una crescita di lungo periodo dell’1,1%, misura il rendimento richiesto dagli investitori per assumersi l’incertezza. È comunque inferiore al 12% utilizzato da Jefferies nei suoi calcoli più recenti.
Sul breve periodo, i segnali vanno tutti nella stessa direzione. Lo z-score, a -1,63, indica che il titolo si trova oltre una deviazione standard e mezza sotto la propria norma recente. La pendenza del trend è negativa e il rapporto rischio/rendimento calcolato sui livelli attuali, pari a 1,53, descrive un’asimmetria che pende dal lato del ribasso.
Per chi resta, il rischio è più legato al prezzo che al bilancio. Il titolo ha un beta di 1,18, cioè amplifica di quasi un quinto i movimenti del mercato, e in uno degli ultimi venti anni peggiori ha perso più del 30%. Con uno Sharpe atteso negativo, a -0,45, il rendimento previsto non compensa il rischio assunto. Le prossime verifiche sono ormai vicine: il 29 Ottobre si terranno l’assemblea di Siena e la riunione della BCE; il 5 Novembre arriverà la trimestrale, mentre a Novembre è atteso un acconto sul dividendo di €0,50. Il mercato sembra aver già scontato che l’offerta di Mps non arriverà, ma molto meno l’eventualità che il terzo trimestre deluda le attese.
Quadro Valutativo Banco BPM S.p.A. (BAMI) – 21/10/2026
Valutazioni di Mercato
| Indicatore | Valore Attuale | Trend vs Q4 2025 | Note |
|---|---|---|---|
| Prezzo Corrente | €13,51 | +3,8% | Da €13,02 Q4 2025 | seduta 21/10: +3,09% |
| Market Cap | €19,73B | +0,8% | Da €19,57B Q4 2025 |
| Book Value/Share LTM | €10,31 | −1,2% | Da €10,43 Q4 2025 |
Multipli Forward (NTM) – Banche Europa
| Indicatore | Valore | Mediana Settore | Posizionamento |
|---|---|---|---|
| P/E Forward | 9,63x | 10,76x | Sconto −10,5% vs mediana |
| P/S Forward | 3,09x | n.d. | Confronto parziale |
| P/BV LTM | 1,27x | ~1,30x | In linea |
| Dividend Yield NTM | 8,7% | ~6,5% | Premio rendimento |
Rendimento e Cash Flow
| Indicatore | Valore | Trend vs Q4 2025 | Note |
|---|---|---|---|
| Dividend Yield NTM | 8,7% | +0,8pp | Da 7,9% Q4 2025 |
| Dividend Yield LTM | 7,9% | −0,2pp | Da 8,1% Q4 2025 |
| DPS NTM | €1,14 | +10,7% | Da €1,03 Q4 2025 |
| DPS LTM | €1,04 | −1,9% | Da €1,06 Q4 2025 |
Target Price Analisti
| Indicatore | Valore | Coverage | Note |
|---|---|---|---|
| Target Medio | €15,72 | 13 analisti | +16,4% vs prezzo corrente |
| Target Mediano | €15,70 | — | +16,2% |
| Target Massimo | €18,10 | — | +34,0% |
| Target Minimo | €13,30 | — | −1,6% |
Raccomandazioni Analisti – Prevalenza Hold
| Rating | Numero | % sul Totale | Trend vs Q4 2025 |
|---|---|---|---|
| Buy | 3 | 23,1% | −1 vs Q4 |
| Outperform | 1 | 7,7% | Stabile |
| Hold | 6 | 46,2% | −3 vs Q4 |
| Underperform | 1 | 7,7% | Stabile |
| Sell | 2 | 15,4% | +2 vs Q4 |
Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel
| Framework | Rating | Target Price | Insight |
|---|---|---|---|
| REDUCE | €12,16 | ER −10,0% | DQS 0,82 (High) |
Metriche Operative Forward (NTM)
| Indicatore | Valore | Trend vs Q4 2025 | Note |
|---|---|---|---|
| NTM Revenues | €6,38B | +4,9% | Da €6,08B Q4 2025 |
| NTM EBIT | €3,61B | +8,8% | Da €3,32B Q4 2025 |
| NTM EPS Norm. | €1,36 | +9,7% | Da €1,24 Q4 2025 |
| NTM Dividend/Share | €1,14 | +10,7% | Da €1,03 Q4 2025 |
Confronto con Principali Competitor Banche Europee
| Azienda | P/E Forward | Market Cap | Target Medio |
|---|---|---|---|
| Banco BPM (BAMI) | 9,63x | €19,73B | €15,75 |
| BBVA | 10,23x | €124,70B | €23,96 |
| UniCredit (UCG) | 9,49x | €111,06B | €94,38 |
| Intesa Sanpaolo (ISP) | 9,59x | €101,53B | €7,29 |
| Barclays (BARC) | 7,23x | £55,84B | £5,73 |
| NatWest (NWG) | 8,03x | £51,01B | £8,03 |
Fonte: moneyfeel research | Data: 21/10/2026
Il Fundamental Analysis Engine assegna al Banco un “Reduce” dal 19 Ottobre, secondo passo di un irrigidimento iniziato il 3 Agosto, quando il giudizio era sceso da Accumulate a Hold. L’obiettivo a dodici mesi è fissato a €12,16, il 10% sotto la chiusura di Mercoledì. Il momentum è contrarian e il modello non vede ragioni per pagare l’attesa. Il valore dell’azienda c’è, ma a determinarne il prezzo nei prossimi mesi saranno un’assemblea a Siena e una strategia a Parigi. E nessuna delle due è nelle mani di Piazza Meda.


