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Banco BPM, tutti la vogliono. Nessuno la compra.

22 Ottobre 2026
6′ di lettura
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Mps la vuole, per non finire dentro Intesa Sanpaolo. Crédit Agricole la vuole, ma per sé e più avanti. UniCredit l’aveva voluta, prima che il governo le sbarrasse la strada con il golden power. Banco BPM || | Quant ↗| è la banca più corteggiata d’Italia. Eppure nessuno riesce ad acquisirla. Il risiko che per due anni ne ha sostenuto il prezzo oggi le pesa addosso.

Grafico Banco BPM

Ad Agosto, dopo una semestrale sopra le attese, il titolo era salito fino a €17,40. Martedì 20 Ottobre chiudeva a €13,10, un quarto più in basso. Mercoledì ha recuperato il 3,09%, portandosi a €13,51. Quando ne scrivemmo un anno fa, a €12,68, temevamo che una fusione con Crédit Agricole Italia distruggesse valore in Banco BPM. Oggi il titolo vale appena il 6,5% in più, dopo essere arrivato a guadagnare il 37%. Gli utili, intanto, sono rimasti sostanzialmente invariati: l’utile per azione atteso nei dodici mesi è passato da €1,38 a fine Settembre a €1,36. A muoversi è stato soprattutto il prezzo che il mercato è disposto a pagare per quegli utili.

Il nodo è l’assemblea di Mps ||, in programma il 29 Ottobre. Per difendersi dall’Opas di Intesa Sanpaolo ||, che offre 1,6 azioni proprie più €1,25 in contanti per ogni titolo senese, l’amministratore delegato Luigi Lovaglio ha lanciato ad Agosto due offerte pubbliche di scambio, cioè pagate in azioni Mps anziché in contanti: €25,3 miliardi per il Banco, €8,7 miliardi per Banca Generali ||. Perché siano approvate servono i due terzi dei voti espressi. Delfin, Caltagirone e i Benetton, che detengono complessivamente oltre il 32% del capitale, hanno già annunciato il no, e i proxy advisor ISS e Glass Lewis li hanno seguiti. Intesa, dal canto suo, ha subordinato la propria offerta alla bocciatura delle Ops: se ne passa anche una sola, l’Opas diventa inefficace.

Per gli azionisti di Banco BPM, le possibilità sono due. La prima è che l’assemblea bocci il piano di Lovaglio: in quel caso, l’offerta sul Banco rischia di saltare perché verrebbe meno il sostegno degli aumenti di capitale necessari a finanziarla. Questo nonostante Mps l’abbia dichiarata irrevocabile e indipendente dalla partita con Intesa. La seconda è che il piano venga approvato. Ogni azione Banco BPM darebbe allora diritto a 1,567 azioni Mps, ma il concambio presenta un’incognita: il prezzo di Mps incorpora il sostegno dell’Opas di Intesa, che verrebbe meno se l’offerta di Mps passasse. Considerando i prezzi precedenti all’intervento di Intesa, ISS calcola uno svantaggio dell’8,2% per gli azionisti del Banco. C’è poi Crédit Agricole ||, titolare del 29,3% del capitale, che ha già escluso di aderire. Mps potrebbe procedere anche senza ottenere la maggioranza, diventando così azionista di minoranza accanto al gruppo francese.

Il quadro è questo: l’unica offerta sul tavolo vale meno del titolo e, con ogni probabilità, non arriverà.

Che cosa resta, tolta l’opzione speculativa? Una banca che lavora bene. Il secondo trimestre si è chiuso con un utile di €580 milioni, contro i €533 milioni attesi, e un rapporto fra costi e ricavi sceso al 43%, il migliore della sua storia. Il CET1, cioè il capitale di qualità più alta in rapporto agli attivi ponderati per il rischio, era al 14,4%, un livello che sostiene una remunerazione complessiva dei soci di circa €7 miliardi fra il 2024 e il 2027. Il problema è il trimestre in arrivo. Jefferies, che ha tagliato il target price da €16,60 a €15,30, stima un utile di €440 milioni, senza il dividendo Mps che aveva gonfiato il secondo trimestre. Prevede inoltre commissioni in calo dell’8% e il CET1 in discesa di 20 punti base, al 14,2%, per la perdita di valore dei BTp in portafoglio. In uno scenario stand-alone, scrive il broker, “i catalizzatori di crescita appaiono limitati“, mentre l’ipotesi di nuove imposte sulle banche aggiunge incertezza.

Il prezzo, intanto, si è adeguato. Sulla chiusura di Martedì, il Banco trattava a 9,63 volte gli utili attesi, contro le 11,55 di fine Settembre e le 11,77 di fine Giugno. La mediana del paniere bancario europeo di TIKR è a 10,76 volte, mentre UniCredit || e Intesa trattano rispettivamente a 9,49 e 9,59 volte. Il premio che il mercato riconosceva al Banco come preda è sparito: oggi la banca costa quanto le due grandi che prede non sono. Anche il rapporto prezzo/valore contabile tangibile, sceso da 1,95 a 1,60 volte, racconta la stessa storia, mentre il dividend yield atteso è risalito all’8,7%.

A €13, il mercato paga quindi il Banco come una banca qualunque e ha smesso di riconoscere un premio per la possibilità di un’operazione straordinaria.

Il consensus, però, non ha seguito il prezzo nella stessa misura. Il target medio dei 13 analisti è sceso appena, da €15,88 a €15,72. Sulla chiusura di Mercoledì, il Target/Close Ratio è salito a 116, contro 99,8 a fine Settembre: gli obiettivi di prezzo tengono mentre il titolo scende, segno che gli analisti continuano a difendere le proprie valutazioni. La fiducia, tuttavia, resta contenuta: quattro giudizi positivi, sei Hold e tre negativi. Fra questi ultimi c’è l’underweight di Morgan Stanley, che già a Settembre giudicava la valutazione “corretta“.

Nel nostro framework valutativo, il LEADING assegna un valore di €15,20, mentre il CASCADE arriva a €15,16. Sono valori fondamentali puri, prima delle correzioni prudenziali che il modello applica per il momentum e per l’incertezza della stima, e che nel caso di Banco BPM pesano, in linea con i fattori già emersi: l’offerta che potrebbe non arrivare, il socio francese che aspetta, le imposte e i BTp. Il costo del capitale proprio implicito nel prezzo, pari al 10,4% con una crescita di lungo periodo dell’1,1%, misura il rendimento richiesto dagli investitori per assumersi l’incertezza. È comunque inferiore al 12% utilizzato da Jefferies nei suoi calcoli più recenti.

Sul breve periodo, i segnali vanno tutti nella stessa direzione. Lo z-score, a -1,63, indica che il titolo si trova oltre una deviazione standard e mezza sotto la propria norma recente. La pendenza del trend è negativa e il rapporto rischio/rendimento calcolato sui livelli attuali, pari a 1,53, descrive un’asimmetria che pende dal lato del ribasso.

Per chi resta, il rischio è più legato al prezzo che al bilancio. Il titolo ha un beta di 1,18, cioè amplifica di quasi un quinto i movimenti del mercato, e in uno degli ultimi venti anni peggiori ha perso più del 30%. Con uno Sharpe atteso negativo, a -0,45, il rendimento previsto non compensa il rischio assunto. Le prossime verifiche sono ormai vicine: il 29 Ottobre si terranno l’assemblea di Siena e la riunione della BCE; il 5 Novembre arriverà la trimestrale, mentre a Novembre è atteso un acconto sul dividendo di €0,50. Il mercato sembra aver già scontato che l’offerta di Mps non arriverà, ma molto meno l’eventualità che il terzo trimestre deluda le attese.

Quadro Valutativo Banco BPM S.p.A. (BAMI) – 21/10/2026

Valutazioni di Mercato

IndicatoreValore AttualeTrend vs Q4 2025Note
Prezzo Corrente€13,51 +3,8%Da €13,02 Q4 2025 | seduta 21/10: +3,09%
Market Cap€19,73B +0,8%Da €19,57B Q4 2025
Book Value/Share LTM€10,31 −1,2%Da €10,43 Q4 2025

Multipli Forward (NTM) – Banche Europa

IndicatoreValoreMediana SettorePosizionamento
P/E Forward9,63x10,76x Sconto −10,5% vs mediana
P/S Forward3,09xn.d. Confronto parziale
P/BV LTM1,27x~1,30x In linea
Dividend Yield NTM8,7%~6,5% Premio rendimento

Rendimento e Cash Flow

IndicatoreValoreTrend vs Q4 2025Note
Dividend Yield NTM8,7% +0,8ppDa 7,9% Q4 2025
Dividend Yield LTM7,9% −0,2ppDa 8,1% Q4 2025
DPS NTM€1,14 +10,7%Da €1,03 Q4 2025
DPS LTM€1,04 −1,9%Da €1,06 Q4 2025

Target Price Analisti

IndicatoreValoreCoverageNote
Target Medio€15,7213 analisti +16,4% vs prezzo corrente
Target Mediano€15,70— +16,2%
Target Massimo€18,10— +34,0%
Target Minimo€13,30— −1,6%

Raccomandazioni Analisti – Prevalenza Hold

RatingNumero% sul TotaleTrend vs Q4 2025
Buy323,1% −1 vs Q4
Outperform17,7% Stabile
Hold646,2% −3 vs Q4
Underperform17,7% Stabile
Sell215,4% +2 vs Q4

Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel

FrameworkRatingTarget PriceInsight
FA EngineREDUCE€12,16 ER −10,0% | DQS 0,82 (High)

Metriche Operative Forward (NTM)

IndicatoreValoreTrend vs Q4 2025Note
NTM Revenues€6,38B +4,9%Da €6,08B Q4 2025
NTM EBIT€3,61B +8,8%Da €3,32B Q4 2025
NTM EPS Norm.€1,36 +9,7%Da €1,24 Q4 2025
NTM Dividend/Share€1,14 +10,7%Da €1,03 Q4 2025

Confronto con Principali Competitor Banche Europee

AziendaP/E ForwardMarket CapTarget Medio
Banco BPM (BAMI)9,63x€19,73B€15,75
BBVA10,23x€124,70B€23,96
UniCredit (UCG)9,49x€111,06B€94,38
Intesa Sanpaolo (ISP)9,59x€101,53B€7,29
Barclays (BARC)7,23x£55,84B£5,73
NatWest (NWG)8,03x£51,01B£8,03

Fonte: moneyfeel research | Data: 21/10/2026

Il Fundamental Analysis Engine assegna al Banco un “Reduce” dal 19 Ottobre, secondo passo di un irrigidimento iniziato il 3 Agosto, quando il giudizio era sceso da Accumulate a Hold. L’obiettivo a dodici mesi è fissato a €12,16, il 10% sotto la chiusura di Mercoledì. Il momentum è contrarian e il modello non vede ragioni per pagare l’attesa. Il valore dell’azienda c’è, ma a determinarne il prezzo nei prossimi mesi saranno un’assemblea a Siena e una strategia a Parigi. E nessuna delle due è nelle mani di Piazza Meda.

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moneyfeel è una fintech che integra analisi fondamentale e quantitative intelligence per i mercati finanziari. Ogni giorno produciamo ricerca proprietaria su azioni, mercati e macroeconomia tramite il Fundamental Analysis Engine (FAE) e i modelli CASCADE e LEADING. Un approccio costruito su oltre vent’anni di esperienza tra investment banking e hedge fund.

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