Da Lunedì l’Euro Stoxx 50 |
La crepa più evidente passa dalla Germania. Dopo il 44,6% dell’AfD in Sassonia-Anhalt, è arrivato il 38,2% in Meclemburgo-Pomerania, dove Leif-Erik Holm parla ormai apertamente di sostituire la Cdu come primo partito conservatore del Paese. Friedrich Merz, sedici mesi dopo l’insediamento, è il cancelliere meno popolare del dopoguerra e continua a difendere un’agenda di riforme su pensioni, sanità e fisco proprio mentre il consenso si restringe. Carsten Brzeski, responsabile globale macro di ING Bnak, ha riassunto il paradosso meglio di chiunque altro: “anni di stagnazione hanno prodotto la frammentazione politica, e quella frammentazione renderà ancora più difficile uscire dalla stessa stagnazione. È un circolo vizioso“.
A Berlino quel cambiamento ha già trovato un bersaglio preciso. La Linke propone l’esproprio dei gruppi quotati con oltre tremila appartamenti, società come Vonovia |
L’Italia, intanto, presenta un problema diverso. Quel decimale che separa il 3,1% dal 3% non è solo una soglia europea. Significa mantenere aperta la procedura d’infrazione fino al 2027, conservare l’obbligo di una correzione strutturale dello 0,5% l’anno e rinunciare a circa dieci miliardi di margine sulla prossima legge di bilancio, da chiudere entro metà Ottobre. Nello stesso aggiornamento l’Istat ha rivisto il Pil 2025 dallo 0,5% allo 0,6% e certificato una pressione fiscale al 42,9%, il livello più alto dal 2014. La crescita c’è. È semplicemente troppo piccola per fare la differenza.
La variabile che può cambiare il quadro, però, è un’altra. Philip Lane, capo economista della Bce, ha avvertito che l’Europa sta entrando in una seconda ondata di rincari energetici, dal gas al petrolio, destinata a mantenere l’inflazione sopra il 2% almeno fino alla metà del 2027. Con un’inflazione attesa verso il 4% nei prossimi mesi, un nuovo rialzo dei tassi a Ottobre è quasi scontato.
Eppure c’è anche l’altra metà della storia, quella che i mercati stanno scegliendo di leggere. Lo spread fra Btp e Bund resta saldamente sotto i novanta punti base, ben lontano dagli oltre duecento del 2022. Andrea Orcel, proprio il giorno della disfatta della Cdu, ha parlato di “progressi sostanziali” nell’operazione Commerzbank |
La calma dei mercati, però, comincia a trovare qualche voce fuori dal coro. Michael Wilson, strategist di Morgan Stanley, ritiene che un nuovo aumento dell’energia e condizioni finanziarie più rigide possano far scivolare l’S&P 500 |
Ciò che Regge e Ciò che Pesa | Settembre 2026
La Lettura moneyfeel
| Fattore | La lettura | Cosa la smentirebbe |
|---|---|---|
| Frammentazione politica tedesca | Non è un voto di protesta ma un meccanismo: la stagnazione genera frammentazione e la frammentazione blocca le riforme che servirebbero a uscirne | Il pacchetto su pensioni e sanità approvato dal Bundestag entro fine anno |
| Deficit italiano al 3,1% | Il decimale mancante toglie il margine alla manovra proprio nell’anno prima delle elezioni | Una legge di bilancio a metà Ottobre che rispetti la correzione dello 0,5% senza misure una tantum |
| Seconda ondata energetica | La Bce alzerà ancora e l’inflazione resterà sopra il 2% fino al 2027: il costo del debito sale per i paesi che hanno meno spazio | Un Brent stabilmente sotto i novanta dollari prima della riunione di Ottobre |
| Spread sotto i novanta punti | Il mercato premia la stabilità del governo, non i conti: è una fiducia politica, e le fiducie politiche si rivedono in fretta | Uno spread stabile anche dopo la presentazione della manovra e il giudizio della Commissione |
| Borse europee in rialzo | Leggono la colonna di ciò che regge e ignorano quella di ciò che pesa | Un Euro Stoxx 50 che tiene i massimi anche con un rialzo Bce a Ottobre |
Fonte: moneyfeel research | Settembre 2026
Il calendario, a questo punto, diventa decisivo. Entro metà Ottobre l’Italia deve consegnare la legge di bilancio a Bruxelles e al Parlamento. Il 29 Ottobre la Bce deciderà se alzare ancora i tassi. A inizio Novembre arriveranno le elezioni di mid-term negli Stati Uniti, che Wilson indica come possibile nuova fonte di volatilità. Nel frattempo, settimana dopo settimana, la Cdu continuerà a misurare la tenuta politica di Merz.
Per ora le Borse possono ancora permettersi di separare quello che pesa da quello che regge. Ottobre, probabilmente, sarà il mese in cui i mercati dovranno decidere quale delle due realtà pesa davvero di più.


