Veolia ||, colosso francese del settore utility, si distingue per il suo modello unico, lontano dai profili dei principali competitor europei come Enel, Snam e Terna. A differenza di queste aziende focalizzate prevalentemente sull’energia, Veolia ha una struttura diversificata: il suo EBITDA proviene per il 40% dal settore dei rifiuti, per un altro 40% dalla gestione idrica e per il restante 20% dall’energia. Anche la distribuzione geografica dei ricavi riflette il suo raggio d’azione più diversificato, con una presenza che spazia dalla Francia (15%) all’Europa (35%), Nord America (10%), America Latina (5%), Asia (7%) e altre aree del mondo (8%). Una parte importante, circa il 20%, deriva inoltre dalle attività globali. Gli analisti di Goldman Sachs, lo scorso anno, avevano descritto l'utility transalpina come un “leader nei servizi ambientali” e stabilito un prezzo obiettivo di €40 per azione.
All’interno di Veolia, la divisione “Water” è una realtà particolarmente rilevante. Gestisce l’intero ciclo dell’acqua: dalle risorse alla produzione e fornitura di acqua potabile, fino alla raccolta e al trattamento delle reflue. Questo dipartimento opera con contratti di concessione a lungo termine, con tariffe regolamentate e legate all’inflazione.

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