Il crollo del 15% seguito ai risultati trimestrali ha riportato Oracle |
La valutazione resta stratosferica nonostante il sell-off. Il P/E forward di 26,14x scambia in linea con la mediana settoriale di 25,55x, ma il confronto è fuorviante: Oracle è valutata come un software puro (Adobe |
I ricavi cloud infrastructure sono esplosi a $4,1 miliardi (+68%), mentre le entrate software tradizionali sono scese del 3% a $5,88 miliardi (sotto i $6,06 miliardi attesi). Il margine EBITDA trailing del 42,4% resta solido, ma in flessione rispetto al 45% di due anni fa. Il problema non sono i margini attuali, ma la loro sostenibilità: costruire data center richiede capex massicci che erodono il FCF, mentre i ricavi arrivano con lag temporale. Oracle prevede di incassare $4 miliardi aggiuntivi solo nel FY2027 dal contratto OpenAI, ma deve spendere ora. Questo mismatch temporale tra cash out e cash in crea stress finanziario crescente.
Il leverage è il vero tallone d'Achille. Il debito netto di $116,3 miliardi contro un EBITDA trailing di $25,9 miliardi porta il rapporto Net Debt/EBITDA a 4,49x, ben oltre la soglia di 3x e in "not confortable zone". L'interest coverage, stimato come EBIT di $19,4 miliardi diviso per oneri finanziari di $4-5 miliardi, si attesta a circa 4x, solido ma in calo. Il CFO Doug Kehring ha ribadito l'impegno a mantenere l'investment grade, ma con capex previsti a $50 miliardi annui contro FCF negativo, il rischio downgrade è dietro l'angolo.
Il confronto con i peer cloud è impietoso. Microsoft genera FCF di $150 miliardi annui con capex di $50 miliardi (FCF margin 32%), Amazon AWS produce $80 miliardi con capex di $40 miliardi (margin 20%). Oracle brucia $10 miliardi per trimestre con capex annualizzato di $50 miliardi, implying un FCF margin negativo del -40%. Anche assumendo FCF positivo a $20 miliardi nel FY2027 (ottimistico), il FCF yield sarebbe 3,7% contro 4,2% di Microsoft oggi. A parità di crescita AI, Oracle scambia a valutazioni superiori con profilo di cassa inferiore. Il premium si giustifica solo credendo che Oracle possa monetizzare il backlog più rapidamente degli hyperscaler. Possibile, ma poco credibile.
Gli analisti mostrano un ottimismo forzato. Il target price medio è $293 (+54% upside), con mediana a $290 e high a $400. Le raccomandazioni sono migliorate: 25 buy (da 19), 6 outperform, 10 hold, 3 sell, ma il target price/close ratio del 155% è sceso dal 169% di Novembre, segnalando che il rally aveva già prezzato lo scenario bull. A questi prezzi, i rischi superano le opportunità. La posizione più coerente resta un "hold" con bias negativo. Solo un ritracciamento verso area $130–150 riporterebbe i fondamentali su livelli più difendibili, con P/E sotto 18x e FCF yield forward positivo, creando un contesto più razionale per puntare sulla conversione economica del backlog AI.


