Il mercato ha scelto di crederci prima ancora che l’operazione si chiuda. Dopo l’annuncio dell’Opa parziale lanciata da Karel Komárek a €3,50 per azione, il titolo Ferretti |
Il rally di Borsa ha lasciato un segno evidente sui multipli. In dodici mesi, l’EV/Sales di Ferretti è salito da 0,53x (Dicembre 2024) a 0,85x (+60%), l’EV/EBITDA da 4,15x a 5,25x (+27%), mentre il P/E forward è passato da 9,85x a 12,47x, anch’esso in crescita del 27%. Il confronto con Sanlorenzo |
Spostando l’attenzione sui fondamentali operativi, il quadro è meno lineare. I ricavi trailing si sono stabilizzati intorno a €1,34 miliardi, in lieve flessione rispetto al picco del 2024. Più evidente la pressione sui margini: l’EBITDA margin è sceso dal 15,6% al 12,9% negli ultimi dodici mesi. Il levered free cash flow resta negativo per -€154 milioni LTM, penalizzato da un capitale circolante strutturalmente assorbente, tipico del modello nautico, dove gli ordini anticipano la consegna e generano tensioni temporanee sui flussi. Il Price/Book a 1,36x appare contenuto, ma il Price/Tangible Book a 1,98x segnala che circa il 46% del valore di bilancio è composto da intangibili, brand e goodwill, aumentando la sensibilità a eventuali shock competitivi. Il dividend yield forward del 2,7% appare sostenibile, con un payout implicito del 35% su EPS normalizzato. Tuttavia, la guidance 2025-2026 incorpora assunzioni ambiziose: il management prevede ricavi a €1,32 miliardi e un EBITDA margin al 16,1%, che implica un recupero di 320 basis point rispetto al dato attuale. In altre parole, il mercato sta già prezzando una normalizzazione operativa che, allo stato dei dati LTM, deve ancora materializzarsi.
Il consensus degli analisti fissa un target price medio a €4,21, pari a un upside del 12,4% dai livelli attuali, con un range compreso tra €3,50 e €4,75 e sette coperture attive. Il dato più rilevante è però un altro: il target price/close ratio è sceso dal 178,3% di Marzo 2025 all’attuale 116,4%, segnalando che gran parte del potenziale è già stato assorbito dal rally. Le sei raccomandazioni Buy e una Outperform mantengono un tono costruttivo, ma l’assenza di Strong Buy riflette una crescente cautela sulla valutazione. La vera variabile, però, resta extra-finanziaria. Se KKCG riuscisse a ottenere una rappresentanza nel board e a imprimere una svolta strategica su M&A, asset allocation o struttura industriale, potrebbe emergere valore latente. Ma Weichai, che ha recentemente aumentato la propria quota dal 37,5% al 38,3%, difficilmente rinuncerà al controllo senza uno scontro aperto. L’assemblea di primavera sarà il passaggio chiave.
In questo contesto, il Fundamental Analysis Engine attribuisce a Ferretti una valutazione "Hold" con bias positivo. I prezzi attuali riflettono in modo coerente i fondamentali disponibili, mentre l’Opa di KKCG introduce un floor tecnico a €3,50. L’upside oltre €4,20 richiederebbe catalizzatori che, al momento, non sono ancora pienamente visibili. Per chi è già investito, il titolo resta difendibile in portafoglio; per nuovi ingressi, meglio attendere maggiore chiarezza post-assemblea.


