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Ma dietro a questi risultati c’è molto di più. Il gruppo milanese sta ridefinendo il proprio ruolo nel settore, cavalcando il boom della transizione energetica e delle infrastrutture digitali. Il segmento Transmission ha registrato un incredibile +18,3%, mentre Power Grid ha fatto segnare un onesto +3,1%. Certo, non tutti i settori hanno brillato: Electrification e Digital Solutions hanno mostrato segni di rallentamento (-2,8% e -12,6%), ma il trend generale resta più che positivo.
Guardando avanti, Prysmian sta valutando una mossa ambiziosa: una possibile quotazione anche a New York. Una scelta che potrebbe portare nuova linfa agli investimenti e rafforzare ulteriormente il legame con il mercato nordamericano, già al centro della sua strategia di espansione.

Non è un caso che il CEO Massimo Battaini abbia lasciato aperta la porta a nuove acquisizioni, anche se per ora si parla di operazioni di media entità. Quelle più grandi? "Se ne riparla dopo il 2027", ha commentato.
Intanto, gli azionisti possono sorridere: il dividendo crescerà del 14,3%, portandosi a 0,80 euro per azione. Tuttavia, il mercato ha reagito con una forte correzione in Borsa, riportando il titolo a circa 57 euro dopo aver sfiorato i 72 euro solo un mese fa. Un ribasso che suona più come un campanello d’allarme che come una normale presa di profitto.

C’è, infatti, il nodo dei dazi negli Stati Uniti: una variabile che potrebbe impattare sui costi di produzione e quindi sulla marginalità. Prysmian, però, si sta muovendo per ottenere un trattamento equo tra materie prime e prodotti finiti, e l’azienda si dice fiduciosa di poter gestire eventuali aumenti di costi trasferendoli, almeno in parte, al mercato finale.
Al prezzo di chiusura di Giovedì (57,12), il titolo tratta a un P/E di 14,3x sugli utili attesi per il 2025 (4 euro per azione), leggermente sopra la media del settore (14x), ma con un dividend yield dell’1,4% e un free cash flow yield del 4,5%, che ne confermano la solidità finanziaria. Il prezzo obiettivo medio degli analisti è di €68, un upside del 19%, mentre il 60% degli analisti ha una raccomandazione "Hold". Sebbene la recente acquisizione di Encore Wire rafforzi la presenza negli Stati Uniti, il mercato non ha riscontrato l'effetto sorpresa tanto atteso, cercando segnali di una performance più solida, soprattutto per quanto riguarda le guidance del 2025. Per questo motivo, nonostante la valutazione interessante, il titolo resta da monitorare attentamente prima di un eventuale ingresso.
Il prossimo appuntamento sarà al Capital Markets Day a New York, dove verranno svelati nuovi obiettivi finanziari e industriali del gruppo.

