I mercati si trovano di fronte alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, con due candidati che offrono visioni economiche diametralmente opposte. Questa sfida non rappresenta solo un cambio di leadership, ma un momento cruciale per gli investitori, che devono considerare l’impatto dei risultati elettorali sulle loro strategie, sia al di qua che al di là dell’Atlantico.
Riflettendo sul 2016, l’elezione di Donald Trump portò ad un aumento della volatilità. Anche in Europa, gli effetti delle decisioni economiche dell'ex Presidente si fecero sentire: il commercio con gli Stati Uniti subì uno shock a causa delle tariffe imposte su prodotti chiave, mentre il rafforzamento del dollaro diede filo da torcere alle esportazioni europee. Oggi, con un nuovo ciclo elettorale, investitori da New York a Berlino osservano con attenzione.
Il cosiddetto "Trump trade" ha già visto diversi slanci e battute d’arresto. Titoli legati a una vittoria del candidato repubblicano, come le small-cap e le criptovalute, hanno guadagnato terreno, per poi perdere slancio di fronte ai dati che mostrano una corsa ancora aperta. Nel frattempo, il partito democratico, con la candidata Kamala Harris, promette un programma economico incentrato su una maggiore regolamentazione, investimenti in energia pulita e una politica più prevedibile.
Quest'anno, l'S&P 500 |

Tuttavia, secondo molti analisti la volatilità non mancherà, con settori specifici che reagiranno in modo diverso a seconda del vincitore. Le banche e le aziende sanitarie, ad esempio, potrebbero affrontare una regolamentazione più severa in caso di una vittoria democratica, mentre un secondo mandato di Trump vedrebbe probabilmente un approccio più rilassato.
In Europa, i produttori automobilistici e l'industria dei beni di lusso potrebbero risentire delle politiche commerciali del Tycoon. Al contrario, un'amministrazione Harris più favorevole alla cooperazione internazionale potrebbe ridurre i rischi di dazi e promuovere investimenti comuni in politiche ecologiche.
Il mercato obbligazionario, considerato il barometro più affidabile dell’economia, è particolarmente sensibile ai cambiamenti politici. Le elezioni di Trump riporterebbero in primo piano le preoccupazioni per un aumento del deficit fiscale, il che potrebbe portare pressioni inflazionistiche e far salire i rendimenti obbligazionari. Al contrario, un Congresso diviso sotto Harris potrebbe alleviare queste preoccupazioni, limitando la spesa governativa. Anche in Europa, i titoli di Stato sono oggetto di grande attenzione. Il differenziale tra i rendimenti dei Treasury americani e quelli dei Bund tedeschi è già aumentato oltre i 200 punti base la scorsa settimana, e un'accelerazione della spesa statunitense potrebbe farlo salire ulteriormente.

Il mercato delle criptovalute, con Bitcoin in testa, è anch’esso influenzato dalla corsa alla Casa Bianca. Un Trump pro-crypto potrebbe dare nuova linfa al settore, mentre un’amministrazione democratica potrebbe non essere necessariamente negativa, anche se l’impatto a lungo termine rimane incerto.

Il vecchio continente non può rimanere indifferente. Le politiche americane, dai dazi alle relazioni geopolitiche, avranno un impatto diretto sulla crescita economica. E con la guerra in Ucraina ancora in corso, l'esito delle elezioni potrebbe determinare il sostegno o la ritirata degli Stati Uniti. Se Trump decidesse di tagliare i finanziamenti, la pressione sulla zona euro aumenterebbe notevolmente, spingendo i governi a una maggiore spesa comune, con effetti sui costi del debito.
Indipendentemente dal risultato, il ciclo elettorale del 2024 promette volatilità. Gli investitori devono essere pronti a reagire rapidamente a una serie di scenari, tenendo presente che la struttura del Congresso sarà altrettanto importante del vincitore della Casa Bianca. La storia ci insegna che ogni elezione porta con sé nuove sorprese, e anche questa volta, sia l’America che l’Europa sono in attesa del prossimo capitolo.

