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BCE pronta a tagliare i tassi fino a 1.5%

30 Gennaio 2025
1′ di lettura

I mercati finanziari stanno scommettendo su una politica monetaria più aggressiva: la BCE potrebbe dover intervenire con tagli più rapidi ai tassi per fronteggiare le sfide dell’economia europea. Il rischio di dazi sulle importazioni e l’instabilità politica in diversi Paesi della regione stanno aumentando le pressioni sulla crescita dell'eurozona.

Il cambio Eur/Usd || quota intorno a 1,04, ma le prospettive restano incerte. Gli analisti ipotizzano un ulteriore indebolimento della moneta unica fino a raggiungere la parità con il biglietto verde, mentre i mercati obbligazionari potrebbero trarre vantaggio da un’eventuale politica monetaria più accomodante della BCE.

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Giovedì è attesa una prima sforbiciata di 25 punti base, con la possibilità che l’istituto di Francoforte prosegua con ulteriori tre tagli entro la fine dell’anno, portando il tasso sui depositi al target del 2%. Tuttavia, alcuni strategist ritengono che il divario tra la politica monetaria europea e quella della Federal Reserve possa ampliarsi più rapidamente se la neo amministrazione repubblicana implementasse tariffe punitive. In tal caso, la BCE potrebbe essere costretta a tagli più consistenti per sostenere la crescita economica, con un impatto negativo sull’euro. La Fed, invece, resterebbe prudente, mantenendo un approccio restrittivo per evitare che i dazi alimentino nuove tensioni inflazionistiche.

Secondo molti analisti, il rischio di una svalutazione dell’euro si fa sempre più concreto, con un’impennata di scommesse intorno alla parità con il dollaro. I volumi delle opzioni a protezione di un euro più debole sono più che raddoppiati rispetto agli ultimi mesi, segnalando una crescente preoccupazione tra gli investitori.

Nonostante le pressioni per un allentamento monetario più rapido, alcuni membri del Consiglio direttivo della BCE, tra cui il governatore della Banca di Francia François Villeroy de Galhau, hanno minimizzato la necessità di interventi drastici. Inoltre, i dati più recenti suggeriscono una leggera ripresa del settore privato dell’Eurozona, dopo due mesi di contrazione.

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L’incertezza politica nell’area euro rimane un fattore chiave. La Francia è alle prese con un governo fragile che cerca di far passare il bilancio tra tensioni parlamentari, mentre la Germania si avvia verso nuove elezioni dopo il crollo della coalizione guidata da Olaf Scholz. Questi elementi aggiungono incertezza al quadro economico europeo.

L’attenzione è ora rivolta alla riunione di Marzo, che sarà cruciale per valutare le prossime mosse dell’istituto di Francoforte alla luce dell’evoluzione dello scenario macroeconomico e delle decisioni politiche negli Stati Uniti e in Europa. Per molti analisti, l’ipotesi di una riduzione totale di 150 punti base nel corso del 2025 non è da escludere, portando il tasso sui depositi all’1,5% e favorendo un contesto monetario fortemente espansivo.

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