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L’uragano DeepSeek ha riscritto le regole del gioco. Inizia la democratizzazione dell’IA

29 Gennaio 2025
2′ di lettura

Abbiamo impiegato due giorni per raccogliere più opinioni e avere un quadro completo, e ora possiamo affermarlo con certezza: "Hurricane DeepSeek", la nuova intelligenza artificiale "made in China", ha completamente ridefinito le regole del gioco. Nel cuore della Silicon Valley, dove ogni fondo di investimento ha ormai una qualche strategia legata all’intelligenza artificiale (IA), DeepSeek ha portato con sé una ventata di cambiamenti che ha messo in discussione anni di certezze. Con un impatto immediato sui mercati, come dimostra la perdita di 500 miliardi di dollari di capitalizzazione di Nvidia, la startup cinese sembra aver smontato in un colpo solo i presupposti che guidano il playbook dell’IA negli Stati Uniti.

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Eppure, mentre molti avrebbero potuto cedere al panico, i venture capitalist si stanno avvicinando a questa rivoluzione con un approccio più analitico. La domanda non è se DeepSeek cambierà il settore, ma come. Secondo Jenny Xiao, partner di Leonis Capital ed ex ricercatrice di OpenAI, il successo dell’astro nascente cinese segna una vittoria dell’open source. Xiao non nasconde la sua critica al modello di business di OpenAI, che si è sempre elevata come unico custode dell'IA.

Ma Xiao non è preoccupata, e molti altri VCs condividono la sua visione. “C’è ancora molto che non sappiamo”, ha sottolineato. Persino Sam Altman, ha accolto la notizia con spirito competitivo, definendo DeepSeek un modello impressionante, ma aggiungendo che OpenAI produrrà soluzioni “migliori”.

Le valutazioni stratosferiche di startup come OpenAI, Anthropic e xAI sono da tempo motivo di dibattito nelle sale operative newyorchesi, ma DeepSeek potrebbe paradossalmente rafforzarle. In un'intervista rilasciata a Fortune, Michael Mignano di Lightspeed Venture Partners, ha evidenziato che i progressi ottenuti dal modello IA cinese, istruito con poche risorse, potrebbero tradursi in un vantaggio competitivo per molte società.

I loro bilanci potranno andare molto più lontano di quanto previsto”, ha affermato. Di fatto, la riduzione dei costi potrebbe aprire nuove opportunità per tutte le startup che operano nell’ambito delle applicazioni, dove la competizione è destinata a crescere. “Più accessibilità significa più concorrenza”, ha concluso Mignano.

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DeepSeek, nonostante il clamore mediatico degli ultimi giorni, è sul mercato dal 2023. Questo fatto, sottolinea Jenny Xiao, è un chiaro segnale che il talento non ha confini. Marco Leone di Thetra Ventures, ha evidenziato come queste innovazioni stiano emergendo da ogni parte del mondo. In Cina, ad esempio, ByteDance sta conquistando il mercato con il suo chatbot Doubao, ma i riflettori occidentali raramente si soffermano su queste realtà. “Non esiste un monopolio nazionale sull’ingegneria, né tantomeno sul talento”, ha chiosato Leone. E il bello deve ancora venire. In un periodo di trasformazioni rapide e continue, ci sarà una “DeepSeek moment” ogni settimana.

L’ascesa del nuovo chatbot cinese ha sollevato interrogativi più ampi, che vanno oltre il settore tecnologico. Molti giornalisti hanno parlato già di una “guerra fredda dell’IA”, un’era di competizione che ricorda la corsa allo spazio del XX secolo. A Wall Street gli analisti lo hanno definito come lo “Sputnik dell’IA". Secondo noi, invece, è l'inizio della "democratizzazione dell'IA", il primo passo di un lungo viaggio per tutte la startup, moneyfeel compresa.

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