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Déjà vu finanziario: l'inganno di credere che la storia si ripeta

Déjà vu finanziario: l’inganno di credere che la storia si ripeta

3 Maggio 2025
2′ di lettura

La vera sfida per l’investitore moderno non è solo capire dove mettere i soldi. È capire come pensa. E soprattutto, quanto la memoria personale e collettiva influenzi le sue decisioni di investimento. Viviamo in un’epoca in cui il passato recente sembra più importante di quello storico. I giovani, ad esempio, hanno vissuto crolli fulminei come quello del Marzo 2020 o le incertezze del 2022. Ma hanno anche visto rimbalzi vertiginosi e nuovi massimi storici, tanto nelle azioni quanto nelle criptovalute. È facile, in questo contesto, convincersi che i ribassi siano solo pause temporanee nel cammino verso l’alto.

Chi invece investe da più tempo, e magari ha costruito la propria carriera nel periodo dei tassi in costante discesa, dal 1980 al 2022, rischia di dare per scontato che l’obbligazionario sia sempre sicuro e generoso. Ma è davvero così? Come suggerisce Howard Marks, “l’esperienza può essere un grande maestro, ma solo se non ci illudiamo che sia universale”.

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Le convinzioni che accumuliamo lungo il nostro cammino di investitori sono spesso più influenzate dalla fortuna e dal contesto che dalla logica. Questo vale doppio in un mondo in cui la volatilità geopolitica e finanziaria riscrive continuamente le regole del gioco. Quando il contesto cambia, inflazione che risale, tassi in rialzo, geopolitica instabile, affidarsi ciecamente a ciò che “ha sempre funzionato” può diventare un rischio. Non un’opportunità.

Dalla metà degli anni 2000 a oggi, il mercato ha premiato i titoli growth: Apple, Tesla, Nvidia, sono diventati sinonimo di performance. Joel Greenblatt, autore del celebre “The Little Book That Still Beats the Market” e tra i più influenti sostenitori dell’investimento value, lo ha sempre sostenuto con una certa ironia: “Comprare grandi aziende a prezzi stracciati è un’idea così ovvia che è strano quanto spesso venga ignorata.”

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In momenti di incertezza, quando il mercato rincorre le storie più scintillanti, è proprio lì che i fondamentali tornano a contare. Se un portafoglio è troppo sbilanciato su titoli patinati ma fragili, forse è arrivato il momento di tornare alle basi: cercare valore dove il prezzo è rimasto indietro rispetto alla sostanza.

Negli ultimi vent’anni, l’America ha dominato. Ma non è stato sempre così. Dal 1970 al 1990, i mercati internazionali hanno superato ampiamente l’S&P 500 ||. E oggi? Le azioni europee sono più economiche, con multipli più bassi e valutazioni più conservative. In un mondo che si sta riequilibrando, investire solo negli Stati Uniti è come guardare un solo lato della medaglia. Il dollaro potrebbe continuare a indebolirsi, alcuni analisti lo vedono persino scivolare verso quota 1,30 contro euro ||, aprendo scenari favorevoli per chi ha posizioni in Europa, Asia e mercati emergenti.

C’è un vecchio adagio che dice: “Nel lungo termine le azioni battono sempre le obbligazioni.” Ma la storia lo smentisce. Esistono lunghi periodi, anche decadi, in cui le obbligazioni hanno fatto meglio delle azioni. È accaduto. E può accadere di nuovo. Perciò, investire a lungo termine sì. Ma con aspettative realistiche. Senza falsi miti. E con un piano di risparmio solido che non si basi su rendimenti miracolosi.

Poi c'è l’oro che brilla nei momenti di panico. Ma la sua storia è costellata di lunghi periodi di stagnazione. Chi l’ha comprato nel 1980 ha dovuto aspettare quasi tre decenni per rivedere quel prezzo, al netto dell’inflazione. Oggi è ai massimi storici, ma la storia insegna prudenza: l’oro splende in fasi di incertezza, ma fatica quando torna la normalità.

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La vera lezione per l’investitore moderno è semplice: "non diventare prigioniero dell'esperienza." La memoria è importante, ma dev’essere usata con spirito critico. I mercati non sono ciclici in senso stretto, sono evolutivi. Cambiano le regole, cambiano gli equilibri, cambiano i vincitori.

moneyfeel.it

moneyfeel è una fintech che integra analisi fondamentale e quantitative intelligence per i mercati finanziari. Ogni giorno produciamo ricerca proprietaria su azioni, mercati e macroeconomia tramite il Fundamental Analysis Engine (FAE) e i modelli CASCADE e LEADING. Un approccio costruito su oltre vent’anni di esperienza tra investment banking e hedge fund.

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